Oltre la lettiga c'era, come abbiam detto, il cavallo ed il mulo, forse più comodo per chi sapesse adattarvisi, o fosse armato di giobbica pazienza. Voleva andarsi da Palermo a Messina? Potevasi aver guide e muli a propria disposizione per 10 onze e 15 tarì, tutto compreso: mulo, guida, vitto. Voleva percorrersi la Sicilia, a tutto suo piacere? Pagare 14 tarì il giorno per una guida ed un cavallo; ma se non si pensava in tempo a provvedersi da mangiare a spese proprie, c'era da rimanere a stomaco vuoto[234].

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[Capitolo XI.]

LOCANDE ED OSTERIE, CORRERIA O POSTA.

Quando nel 1793 il Conte Rezzonico metteva piede in Sicilia, egli non vi trovava nè alberghi, nè locande; ma solo fondachi, secondo lui, «caverne, anzichè ricetti d'uomini e per lo più senza letti e senza mobili». Man mano che il nobile lombardo s'inoltrava per l'Isola, confermavasi in questo sconfortante giudizio. Obbligato da piogge violente a pernottare in Fiumedinisi, fermata ordinaria allora in Val Demone, egli faceva esperimento della miseria e dello squallore di quei luoghi. «Un casolare che tutto tentenna passeggiandone i palchi, e le cui camere non si distinguono dalla stalla per la negrezza delle pareti e per li frequenti screpoli, senza vetrate, senza mobili (dove andava questo signore a cercare i mobili!) fuorchè alcune sedie sgominate ed un lercio tavolino di piedi ineguali e zoppi, si fu l'albergo che m'accolse e che io trovai delizioso per sottrarmi all'inclemenza di Giove pluvio»[235].

V'era anche di peggio. Sovente si era costretti ad acconciarsi in casolari, stamberghe e mal connessi [pg!176] granai, privi del necessario al bisogno della giornata. Non solamente la carne, i polli, le uova, ma talvolta anche il pane difettava; e quando l'acqua non era buona, si dovea preferire certo vino tutt'altro che potabile.

Provvido perciò il consiglio dei due primi articoli del decalogo popolare:

Primu: amari a Ddiu sopra ogni cosa;

Secunnu: 'un caminari senza spisa.

Più provvido però quello di fornirsi di commendatizie per autorità civili e religiose: e questo consiglio era così accortamente seguito che un vecchio vescovo, indirizzandosi ai vescovi novelli, in ragione dei tempi ammoniva: se vi son prelati che credono potersi esimere dal dovere di ospitare viandanti là dove sono alberghi e comunità religiose, sappiano che la loro casa dev'essere aperta ai poveri ed ai pellegrini[236].

Una lettera di presentazione pel superiore di un ordine religioso era una provvidenza; ordine preferito, quello dei Cappuccini; i quali, a dir la verità, per rendere men disagevole il viaggio, si moltiplicavano, anche applicando un galateo molto sommario, del quale essi, umili fraticelli per quanto dotti teologi e canonisti non misuravano le conseguenze igieniche. Riedesel, Erydone, Delaporte, Houel, de Saint-Non, Münter, de Mayer, Stolberg, Hager, tutti più o meno vi ricorsero.