NEL 1787
DIMORÒ IN QUESTA CASA
ALLORA PUBBLICO ALBERGO.
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Piccanti le osservazioni del Brydone intorno a questa locandiera, Madama de Montaigne, al cui ritratto l'arguto giovane inglese consacrava alcune pagine. «Non essendovi se non un solo albergo in Palermo, noi [Brydone ed un suo amico, compagno di viaggio] dovemmo accettare le condizioni che ci vennero fatte: cinque ducati al giorno. Siamo alloggiati poco comodamente; ma è questo il primo albergo che abbiamo in vista in Sicilia, e, difatti, può dirsi l'unico in tutta l'Isola.
«Lo tiene una francese chiacchierona e fastidiosa, la quale io temo ci debba dare molto fastidio; non c'è verso di tenerla fuori le nostre camere, e non viene mai senza raccontarci che il principe tale e il duca tal altro furono sommamente lieti di stare da lei. Ci è facile capire che tutti quanti dovessero essere cotti di lei; la quale perciò pare si abbia a male che non lo siamo anche noi. Mi è stato giocoforza dirle che noi siamo gente molto ritirata, e che la compagnia non ci piace abbastanza; onde essa, come io mi sono accorto, non ci tiene più in pregio; e questa mattina (19 Giugno 1770) traversando io, senza dirle parola, la cucina, la ho sentita esclamare: Ah mon Dieu! comme ces anglois sont sauvages! Io credo che dovremmo avere per lei maggiori attenzioni, altrimenti ci vedremo aumentar la pigione. Ma la è grassa come un maiale e brutta quanto il diavolo, e s'imbelletta talmente le due grosse gote che si direbbe essersi intonacata di Marocco rosso».
Brydone prosegue la sua descrizione fermandosi [pg!181] sui ritratti di lei e del marito attaccati alle pareti della stanza di lui e sopra un certo scambio di parole tra lui e lei, la quale avrebbe dato il tema di quei ritratti al pittore; e conclude:
«Benchè sia stata vent'anni qui, madama è restata così perfettamente francese come se non fosse mai uscita da Parigi, e guarda da alto in basso e con grande disprezzo ogni donna di Palermo sol perchè le palermitane non hanno mai avuto la fortuna di vedere quella capitale, nè di udirne la musica sublime dell'Opera»[242].
Questo severo giudizio sull'albergatrice d'allora in Palermo fu alcuni anni dopo comunicato in francese a lei stessa da un suo connazionale, l'ingegnere Sonnini. «Madama montò in collera, e dimostrò (parla il Sonnini) che Brydone s'era male apposto giudicandola una chiacchierona; e mi raccontò certi aneddotuzzi, pei quali aveva dovuto pregare l'inglese di procurarsi un altro alloggio; ed essa mi fece in proposito un capitolo altrettanto lungo quanto quello di Brydone»[243].
Sicchè si conferma anche qui l'antico avvertimento morale, che bisogna sentire da tutte e due le orecchie.