Seguiamo ora un po' davvicino la vita giornaliera, particolarmente da salotto, dell'alta classe.

Eccoli, costoro:

Quant'aprinu la vucca,

ed hanno

Carrozzi e vulantini,

Gran tavuli e fistini,

Tutti (ogni) commodità[305].

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Paggi, lacchè e servitori popolano le loro anticamere. Per poco che una della famiglia, il signore soprattutto, la dama, il primogenito, si muova da una stanza all'altra, si agitano in inchini profondi e in attitudini rispettosissime. Fuori, cursori a piedi e volanti accompagnano correndo le carrozze e disimpegnano altri urgenti servizî. Ad essi vogliono, nella rapidità del fare, contrapporsi i servitori; ne nascon gare a chi faccia più presto; e, questi in livrea, quelli nel leggiero vestito ordinario, si rincorrono fuori le mura per vincere un premio di agilità: prove pericolose, che il Governo è costretto a vietare per impedire danni alla parte offesa e perdite a chi su di esse scommetta[306].

Stringevasi al Bartels l'animo per l'affanno di codesti infelici nel trottare al trotto dei cavalli mentre il padrone distrattamente godeva in cocchi, livree, cavalli, specie quando egli fosse un villan rifatto, che sfarzava con uomini da lui condotti dalla terra, della quale erano utili braccia, come della famiglia indispensabile aiuto[307].

E volanti, lacchè, staffieri precedono, fiancheggiano e seguono i signori che vanno a piedi o in vettura, di [pg!233] giorno o di notte, con torce a vento se in vettura o in portantina, con ceri accesi se a piedi.

Codesto corteggio non era solo per comodità nelle vie buie o scarsamente illuminate, ma anche per distinzione. L'arguto Brydone, che in Palermo ebbe cortesie infinite di nobili amici, ricordava sorridendo l'inalterabile loro costume di andare in carrozza; solo una volta potè persuaderli a fare diversamente. Per condiscendenza essi scesero con lui a piedi pel Cassaro, ma non prima che innanzi a loro andassero i servitori con grosse torce di cera accese. Eppure il Cassaro era, per le feste di S. Rosalia, illuminato a giorno![308].