Più tardi, nel secondo decennio dell'ottocento, Gino Capponi, percorsa la Sicilia e giunto a Palermo, serbava nel suo Diario finora inedito questo ricordo: «Non vi è forse altro paese dove questi (i forestieri) siano così accetti, nè in altro luogo può il viaggiatore adempiere [pg!263] meglio che qua l'oggetto che dovrebbe esser principalissimo, di vivere, cioè, coi connazionali»[349].

Egli poteva ben ripetere quello che un altro toscano, Filippo Pananti, reduce da Algeri, e ammaliato della franca affabilità e della gentilezza affettuosa dei Principi di Villafranca e di Valguarnera, avea detto con Catullo a proposito di certi uomini: «Coloro che li conosceranno un giorno, li ameranno; e coloro che li avranno amati una volta, li ameranno sempre»[350].

Quali i padroni, tali i loro dipendenti; quali i nobili ed i civili, tali i popolani. Questo principio di ospitalità era ed è innato in tutti. La liberalità nel ricevere e trattare il forestiere senza un fine, che non fosse quello di compiere un atto di convenienza e di buona educazione, era pratica ordinaria.

Particolareggiando sulla squisita cortesia, il prof. Bartels ragguagliava della ospitalità delle dame. Pareva a lui di trovarsi non in un'isola, ma in un paese in contatto immediato e continuo col mondo.

Nessuno capitava mai in una casetta, in un abituro che non vi venisse cordialmente festeggiato. Quando Stolberg, prima di giungere a Bagheria, si fermò innanzi il palazzo del Marchese Celestre di S. Croce, il castaldo (che per la sua gentilezza già conosciamo) offrì subito a lui ed al suo compagno di viaggio, vino, letto e commodi d'ogni genere, che lo confortarono dell'insopportabile scirocco della giornata[351].

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Ma noi abbiamo parlato di ospitalità e gentilezze senza parlare delle forme con le quali l'una e le altre si svolgevano.

Accompagniamo un forestiere in una visita che egli, giungendo tra noi, vada a fare. Ad immaginarla ci vorrebbe poco; pure non occorre giocare di fantasia quando ci son testimonî di vista.

Il Bartels descrive una di codeste visite fatte da lui, e ricorda i sonori annunzî dei servitori: Signori forestieri! al suo inoltrarsi nel salotto; ed il dignitoso ricevimento dell'ospite e la presentazione di esso Bartels alla signora ed alla compagnia: tutto condotto in guisa da mostrare la importanza del luogo e la solennità del momento[352].

L'inglese Vaughan scende a particolari, che hanno dello spiritoso e sono verissimi. Riassumiamoli.