Il Conte di S. Marco Pretore la priega volerlo onorare di sua presenza per il 19 del corrente dicembre ad ore 22 nel Palazzo Senatorio in occasione di una dimostrazione angiologica sopra due corpi di uomo e di donna con il di lei feto[394] con varie riflessioni che dovrà fare il Principe della Real Accademia dei medici D. Giuseppe Salerno alla presenza del Signor Vicerè, e pieno di ossequio si rassegna. [pg!373]

— «Dimostrazione angiologica!... Oh che vuol significare questo?» si chiedono inarcando le ciglia novantanove su cento profani, nel ricevere questo nodiglio; e nessuno degli invitati manca a questa dimostrazione, tanto stranamente per quanto grecamente aggettivata; altronde l'ora è comoda per tutti: e due ore prima dell'Avemmaria il più stentato chilo è già compiuto.

Ciascuno è al suo posto. S. E. il Vicerè Caramanico siede sopra un'alta predella; Pretore e Senatori, a destra e a sinistra, in semicerchio; dietro nel centro, la Nobiltà del sangue; ai lati del conferente, i medici ed i letterati (e letterati non soltanto erano i cultori di Lettere, ma anche coloro che avevano una certa cultura); nessuno si duole del posto che gli tocca. Di signore, neppure una, perchè il sesso femminile non usa a cosiffatte adunate, e questa poi è angiologica.

Il Principe dell'Accademia, salito sulla cattedra, legge e dimostra su due corpi artisticamente eseguiti il sistema circolatorio. Tutti guardano ammirati quella rete maravigliosa di arterie e di vene; ma qualche medico mormora: «Dopo trent'anni, tanto chiasso...!» E quando la perorazione (la chiama così il De Franchis) è finita, il Senato coi suoi paggi viene accompagnando giù per le scale fino alla carrozza S. E., mentre alcuni medici vanno facendo: «Oh state a vedere [pg!374] che i lavori anatomici di Paolo Graffeo, conservati fin dal 1758 a S.a Lucia, ce li vuol gabellare per novità!...».

— «Sempre lo stesso! esclama spazientito uno di essi. Non dimentichiamo che l'Ab. Salerno è quello che bandì un concorso a premi; distribuì in pubblica adunanza le medaglie ai vincitori, e poi, tornato a casa, se le fece restituire, secondo l'accordo che avea precedentemente preso con essi... Ecco l'uomo nato fatto per gettar polvere negli occhi e vivere in mezzo al fumo!».

I più prudenti tra i professori di medicina sorridono maliziosamente; ma D. Stefano Pizzoli, che oramai non ha più nulla da temere, nulla da sperare da nessuno, conclude: «Colleghi cari, volete il ritratto del D.r Salerno? Leggete Cornelio Gallo:

Laudat praeteritos, praesentes despicit annos.

Hoc tantum rectum quod facit ipse putat.

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[CAP. XXIII.]

ACCADEMIE E ACCADEMICI GENUS IRRITABILE...