I saggi pubblici degli alunni del Monti facevano inarcare le ciglia e p. Vesco, dotto, ma privo di gusto e di slancio, che vedeva disertare la sua scuola ed affollare quella del Monti, si sfogava in insipidi epigrammi, ai quali il buon genovese opponeva dignitoso silenzio[428].
[pg!424]
[CAP. XXVI.]
SCUOLE INFERIORI PUBBLICHE E PRIVATE, MASCHILI E FEMMINILI. CASTIGHI. MONELLERIE. USANZE VECCHIE E PRATICHE NUOVE.
D'altro ordine e con espedienti diversi l'insegnamento medio e inferiore.
Oggi si fanno distinzioni e sotto-distinzioni di scuole classiche e tecniche, professionali e normali. Allora non se ne facevan punto.
Le scuole che si dicevano normali, corrispondevano alle elementari; le altre, alle classiche. Non difficile, benchè non sempre comunemente accetto, il potere frequentare gl'insegnamenti; i quali per vecchio e nuovo istituto venivano, come vedremo, impartiti dai frati.
In ragione dei sessi e dei ceti, differenti fra loro erano le scuole, tanto pei ricchi quanto pei poveri, provvedendosi alla istruzione ed al mantenimento di esse coi beni dell'abolita Compagnia. Giammai in tempi di libertà furono impiegate più sapientemente e provvidamente [pg!425] le ricchezze: esempio che si sarebbe dovuto tener presente quando i beni provenienti dalle soppresse corporazioni religiose andarono quasi perduti per l'erario, non messi a profitto per centinaia di migliaia di Siciliani bisognosi.
Un decreto reale del 1779 aveva ordinato l'apertura di scuole pubbliche in tutte le case monastiche della Capitale. A questo decreto fu ottemperato nei principali conventi. Vi furono ricevuti i fanciulli della bassa gente, i quali vi imparavano a leggere, scrivere, far di conto, grammatica latina, catechismo: tutto gratuitamente. Ogni scuola avea due classi, l'una di lettura, scrittura e aritmetica volgare; l'altra di elementi grammaticali latini da non potersi spingere al di là delle prime regole di sintassi secondo l'unico Limen grammaticum. Spedita si voleva la lettura, chiara e grande la calligrafia, precise le regole, buoni gli esemplari dello scrivere; preferite le operazioni aritmetiche «più facili e brevi e più necessarie agli usi del popolo e degli artisti», cioè degli operai.
Con questo fu intendimento del Governo offrire ai frati i mezzi di uscire dall'ozio degradante che li consumava e di sollevarli a dignità di maestri.