Ora chi sono essi questi parrucchieri, e perchè catturati?

Cherchez la femme, se la femme non si vede anche troppo.

Perchè, è da sapere che la Andreozzi ha una certa amicizia col Pretore, ed il Pretore, che le vuole un gran bene, poco curante dalla sua alta dignità e del suo stato civile, la colma di regali, e le passa cinquant'onze al mese e la carrozza di casa sua ogni giorno, [pg!65] con quanto dolore della Pretoressa e scandalo de' Palermitani, si può immaginare...

A proposito di che si richiama l'aperta protezione accordata dal Vicerè Caracciolo (febbraio del 1782) alla cantante Marina Balducci, che egli avea conosciuta a Parigi; e si rifà la storia dei suoi inviti a pranzo e dei mormorii che destò nei nobili la presenza di una commensale rotta alla facile vita delle scene[67].

L'Arcivescovo e Presidente del Regno Lopez potrebbe metter fine allo scandalo, ma non volendo guastarsi col Pretore, ha legate le mani al Capitano, lasciando per tal modo crescere in arroganza la turbolenta artista. Contro di lei, come contro la sua rivale, pare sia stata ordita una congiura tra la Principessa di Belvedere, Caterina Del Bosco e la Duchessa di Montalbo, Marianna Ramondetta: congiura alla quale non sarebbe stata estranea la Capitanessa Maria Castello, Principessa di Torremuzza, interessata la parte sua a favore del marito. Ed ecco come c'entrano i due arrestati. I parrucchieri delle prime due dame sarebbero stati gli intermediarî ad esse ed ai più accaniti partigiani delle due artiste, e la loro cattura è stata seguita da quella del nobilotto Ignazio Costantino, che presto rivedremo. Il Governo ha fatto ingiungere alle tre dame di astenersi dall'andare a teatro; ma alcuni dicono di averle viste tutte e tre insieme nei palchi; e Pasquino, seccato dell'imbroglio e della temporanea sospensione dello spettacolo, si lascia andare [pg!66] a questo debole sfogo:

Montalbo, Ramondetta e Belvedere

Han privato il teatro del piacere.

Alla Andreozzi, prima e dopo i tumulti, son piovuti dai palchi dei suoi ammiratori sonetti e canzoni: composizioni, come di consueto, al di sotto del mediocre. Tra tutte ve n'è una d'un benedettino cassinese, P. Bernardo Rossi, aio dei figli del Principe di Trabia, il quale nasconde la sua mondanità sotto il semi-anagramma di Luigi Dorisse: Egli «in atto di vero ossequio» così incomincia la sua ode:

Ecco già canta: uditela

Oh come alterna il fiato

Seguito dalle Grazie

A rapir l'alme usato!

L'alata voce ed agile

In mille giri ondeggia,

Ora con volo rapido

Quale usignol gorgheggia;

Ora di luce eterea

Cinta dall'alto scende,

E con bell'arte insolita

I cuor' di gioia accende[68].

Contemporaneamente v'è chi canta le lodi di Maddalena Ammonini, prima donna assoluta del S.a Lucia; ed un tal Salvatore Pino ha il coraggio di offrirle un epigramma latino, che essa, s'intende, non avrà neanche guardato, ed un Giovanni Corifeo, pseudonimo, un sonetto, confortante nelle recenti lotte degli invidiosi, [pg!67] poi

Che dalla ruota e dal martel cadente,

Mentre soffre l'acciar colpi ed offese,

E più fino diventa e più lucente[69].