Ogni nuova compagnia di prosa o di musica che giungesse era un avvenimento che suscitava nuovi ardori nell'animo dei nostri giovanotti. Come prima, così dopo, essi non sapevano nascondere la loro passione: e comiche e cantanti e ballerine ricevevano gl'isolani adoratori come avevano ricevuto quelli, forse meno ardenti, perchè men privi di cosiffatti incontri, di Terraferma. Meli vide nella passeggiata della Marina questi ganzerini, che perdevano la testa appena incontrassero una sacerdotessa di Tersicore; e

Beati primi

esclamava in una meschina poesia,

Ch'ànnu ddu brazzu!

Cu quali sfrazzu!

Si purtirà!

E in un'altra migliore:

Tutta la sò limosina

Pri li cumidianti,

Pirchì su boni e santi

Nè sannu diri no[70]

Anche gli uomini serî e i grandi dignitarî di Stato non andavano esenti da cosiffatte debolezze. Nel 1799 l'Ambasciatore russo Puskin, alla Corte di Napoli in Palermo, marito della Contessa de Bruce, si accendeva [pg!68] per la bellissima cantante Miller, ed intrattenevasi volentieri con lei, alla cui abitazione si faceva precedere dal suo cacciatore: sistema non nuovo, perchè ordinariamente tenuto dal Re[71], cacciatore d'ogni genere anche dopo sgradevoli sorprese.

Le gelosie, che non eran troppo forti tra mariti e mogli, divenivano ardenti tra gli uomini e le artiste, e spingevano quelli a sconsigliati passi, che reclamavano l'intervento della polizia. Il nobile Diego Sansone guastavasi un po' clamorosamente con una ballerina, e veniva chiuso nella Colombaia di Trapani; Placido Bonanno dei Principi di Linguaglossa, cavaliere gerosolimitano, poco cavallerescamente correva dietro ad una donna della Compagnia comica, e commetteva per essa tante discolerie da essere relegato in Siracusa[72]. Più grosse quelle di un signore, il cui titolo marchionale oggi due casati si contendono, e di Filippo Cordova Marchesino della Giostra. Costoro, o ingelositi del primo ballerino di S.a Cecilia, o contrariati dalla sua opposizione e dalle sue pretese, per certi loro innamoramenti teatrali si decidevano ad una buona lezione. Di notte lo facevan sorprendere da lor gente e gli facevano aggiustare delle bastonate da orbo; in seguito alle quali per ordine immediato e de mandato venivano chiusi, questi, il Marchesino, nel Castello di Siracusa; quegli, che alla fin [pg!69] fine, perchè trascinato dall'amico, avea sorbito a beneficio altrui l'amaro senza aver gustato il dolce, nel Castello di Milazzo.

V'eran poi gli eterni disturbatori de' teatri, tanto cari a certi codiciai moderni, nati fatti per proteggere i birbanti; ma la polizia del tempo, senza permesso nè ordine di nessuno, metteva loro addosso le mani e li mandava al Castello. Il giovane Marchese Costantino, capo di codesti sconsigliati nel 1797, informi. Qualche volta la polizia non bastava, e doveva ricorrersi ad un buon nerbo di truppa, e non per una sera soltanto![73].

Ed ora passiamo ad altro ordine di cose teatrali.