Adoramu umiliati
La santissima Trinitati;
Adoramu ogni momentu
Lu santissimu Sacramentu;
E lodata sempre sia
La purissima Maria!
Adesso il pietoso lettore sa che questa canzonetta conta la bellezza di centoventicinque anni di età.
Il fiore dei panegiristi del tempo era adibito anch'esso a celebrare, oltre le tre Rogazioni, S. Sebastiano e S. Agata, per conto del Comune, che dal 1575 avea fatto voto di festeggiarli come protettori e patroni della Città, e S.a Rosalia, la graziosa verginella palermitana, il genio tutelare a cui la Città medesima come ad àncora di speranza, a tavola di naufragio, a porto di salute ricorse sempre con fede nei giorni più tristi per essa. [pg!127]
Poco meno che mezzo secolo addietro, fra il 1850 ed il 1860, le Rogazioni aveano già perduto l'antico lustro, e S. Sebastiano le simpatie che lo avean
. . . . . . . . fatto degno
Di tanto onore . . . . . .
Chi scrive queste pagine ricorda le ultime processioni commemorative delle due ricorrenze, dove non più gli ordini monastici tutti, ma solo pochi loro rappresentanti con gonfalone e croce intervenivano, rari nantes in gurgite vasto, scarsi componenti una breve fila di frati, appena notabili nelle grandi vie da percorrere, non sai se mortificati di essere in sì poco numero, o infastiditi dell'ora dello spettacolo, che li distraeva dalle consuete occupazioni.
Il quaresimale prosegue sempre lo stesso a cura del Municipio e col favore inalterato del pubblico, che ora si rivolge a quello dell'Olivella,[132] ora si accentra tutto sull'altro, secondo il giudizio degl'intendenti, le relazioni degli amici, la mimica degli uditori più autorevoli, i quali coi più lievi movimenti del capo, o con l'aggrottar delle ciglia, o col contrarre delle labbra, talora decidono del merito dell'oratore e formano presso il servum pecus degli ascoltatori la così detta pubblica opinione.
Nella Quaresima erano di obbligo alcuni giorni di meditazione in esercizî spirituali. Tutte le chiese di secolari e di regolari accoglievan fedeli d'ambo i sessi; ma v'era un luogo esclusivamente destinato a questo [pg!128] devoto ufficio, la «Casa degli esercizî», fondata dai preti di S. Carlo Borromeo; e v'era anche la congrega del Fervore (1765), promossa ed aiutata da quell'uomo di santa vita che fu Mons. D. Isidoro del Castillo dei marchesi di S. Isidoro, provvidenza del quartiere dell'Albergaria, del quale fu parroco attivissimo. Lì, nella Casa, erano lunghi corridoi con camerette da una parte e dall'altra per coloro che vi si recassero, una magnifica cappella, un ampio e lungo refettorio e qualcos'altro per la pace dello spirito. Per nove giorni di seguito, nobili e civili vi si ritiravano per attendere alla riforma del loro costume ed all'acquisto della cristiana virtù[133]. Favorito da clausura volontaria (e sovente involontaria) era il raccoglimento di coloro i quali, per devozione sincera o, come non di rado accadeva, per ostentazione, vi entravano. La Curia arcivescovile li conosceva uno per uno, e rilasciava loro un attestato di questo compiuto dovere, come tutte le parrocchie rilasciavano quello del precetto pasquale. Li conosceva la Polizia e sapeva tenerli in conto come di buoni cattolici così di sudditi fedeli. Li conosceva anche il Senato, nei cui archivi se ne conservavano alcune volte i nomi e i documenti, perchè l'autorità comunale consentisse la costruzione di certi ripari necessarî ad impedire ai passanti di turbare il religioso ritiro[134].
Luogo consimile pel conforto dell'anima sua aveva [pg!129] una volta scelto il Vicerè Fogliani (1767): la Quinta Casa al Molo, con la predicazione del gesuita P. Sansone; ma non avea voluto esser solo, e «di casa in casa con un suo creato avea mandato invitando tutti i nobili della città.» Ecco il suo nodiglio:
«Il Vicerè la riverisce, e avendo risoluto di andare a fare li Esercizj di S. Ignazio nella quinta Casa, la esorta e prega a volere con la sua pietà tenergli compagnia in questo santo ritiramento, e gliene averà obligazione, oltre il merito che ella si farà col signore Iddio. Questa fatta di esercizj, composta di soli nobili, comincierà la sera del lunedì 23 corrente marzo, e terminerà la mattina del giorno primo di aprile.