La funzione segue a svolgersi dal celebrante della chiesa, che recita orazioni e benedice gli abiti, li incensa e li manda dentro l'oratorio. La curiosità negli spettatori cresce. La Badessa senza scomporsi toglie l'abito noviziale alla neo-religiosa che le sta prostrata innanzi, la veste dello scapolare grande, della cocolla, [pg!154] del velo nero, le porge il breviario, recitando mano mano una preghiera, finchè la professata intuona: Regnum mundi, versetto che le monache tristamente ed il coro dei musici allegramente proseguono ed avvicendano con crescente commozione di tutti. Il sacerdote torna a benedire, e la Madre Badessa riceve in oscolo di pace suor Maria-Luisa, mentre il medesimo fa la Madre Priora, e l'una dopo l'altra le monache tutte.
Le campane suonano a festa: gli astanti mormorano, i cocchieri di fuori schioccano le fruste, e lacchè e lettighieri torno torno alla Fontana Pretoria gridacchiano e sorridono. In uno istante muta la scena. In mezzo all'oratorio, sopra un tappeto ed un cuscino suor Maria si prostra per terra: e le suore la coprono tutta con coltre nera come cadavere che resti chiuso entro una cassa: e le converse le adattano dal capo e dai piedi due candelieri accesi. A un dato segno, le campane dall'alto rintoccano a mortorio: e come un tremito invade tutti i circostanti; e le monache singhiozzano, e i circostanti lacrimano, impotenti a reprimer lo schianto del cuore alla improvvisa morte morale di colei che è così piena di vita. Dentro e fuori, la commozione è al colmo: ma si mitiga non sì tosto che il celebrante inviti la docile vittima ad alzarsi: Surge quae dormis, et exurge a mortuis et illuminabit te Christus (O tu che dormi, levati, e sorgi di mezzo ai morti, e Cristo t'illuminerà)[156]. Ed essa [pg!155] si leva, e con gli occhi rossi s'accosta alla grata del comunichino[157], e tra la impazienza degli invitati riceve l'ostia benedetta: e nuove benedizioni e nuove incensate e nuove orazioni porgono a tutti agio di osservarla, di studiarla, di scrutarne il cuore profondamente agitato.
Il sacrificio è compiuto. Oggi suor Maria-Luisa nel refettorio sederà la prima tra le novizie, domani l'ultima tra le professe. La maestra avrà una ragazza di meno da sorvegliare; la Badessa, una subalterna di più alla quale imporre; le suore una novella compagna alla quale confidarsi; le celle monacali, una nuova ospite.
Intanto nel parlatorio riserbato è un apparato di altro genere. La Nobiltà e gl'invitati tutti, dimenticando lo stridente taglio delle chiome dell'anno precedente ed il triste tumulo di pochi momenti innanzi, vi passa lietamente chiacchierando e motteggiando. Lì per mano di servitori gallonati ed imparruccati corrono incessanti, ed a profusione quasi incredibile, fenomenale, gelati di tutte le essenze, e amarene e limonate e carapegne e cioccolata e paste e pasticcini quanti può averne inventati la monacale industria e favoriti la capricciosa golosità dei consumatori[158]. [pg!156] La signora Badessa D.a Maria Buglio, benchè non ispetti a lei lo indirizzo di tante cortesie, si moltiplica per far onore agli ospiti, i quali tutti, dalla più attempata matrona alla più svelta ragazza, dal vecchio più costumato al giovane più libertino, felicitano la nuova sposa del Signore: alla quale, come ai genitori di lei, ripetono a coro la trita frase d'occasione: «Beata lei che s'è messa in salvo, lasciando a noi i guai di questo mondaccio!...».
Eppure, chi potesse penetrare nell'animo di questa beata, quale tempesta di affetti e di aspirazioni non vi scoprirebbe! E che crucciamento e dolore e dispetto in quello delle giovini compagne! Astrazione facendo dalle professe per vero, profondo sentimento religioso, le quali potevano dirsi soddisfatte, anche felici del loro stato, quante di queste non eran tormentate dal pensiero di aver troppo facilmente abbandonata la società nella quale avrebbero potuto brillare! Quante non rimpiangevano l'annuenza al [pg!157] chiostro, destramente strappata dai genitori, che dovevano ad ogni modo sbarazzarsi dei cadetti e delle figliuole per conservare ai primogeniti o all'unica erede le ricchezze![159] Anch'esso, il chiostro, aveva le sue attrattive; ma quanto non concorrevano queste a rendere talvolta angosciosa la vita di privazioni del mondo! Come resistere alle tentazioni incessanti quando le monache, affacciate alle logge sul Cassaro, vedevano uomini e donne d'ogni ceto, andare spensieratamente? E non era ragione d'ingrati confronti lo scorgere il fratello, la sorella, la cognata, l'amica, in carrozza, a piedi, bevendo fino all'ultima goccia l'ambrosia della felicità, o il saperli pompeggiare in passeggiate, in teatri, in ricevimenti, in spettacoli, in pranzi, in tutte le ricreazioni della vita!
Ciò non pertanto, non una parola di risentimento era dato sorprendere sulle loro bocche. A traverso la calma imperturbabile e la devota rassegnazione, nessuno mai sarebbe riuscito a scoprire la interna lotta di tanti cuori. Alcuni di questi cuori forse sanguinavano; ma chi ne udiva i gemiti? Solo qualche anima gentile li avrà in segreto raccolti, compatiti, disacerbati col balsamo di lacrime pietose.
La festa è finita. La famiglia della neo-professa, rientrando in casa, ha riandato mestamente le grandi [pg!158] spese sostenute dal dì che la figliuola entrò educanda, a questo della professione: e la dote, e il livello (vitalizio), e il corredo, e i varî trattamenti, e gli ornati ed i parati della chiesa, ed altri particolari a base di centinaia d'onze. E non di meno può dirsi contenta di esserna uscita senza il pericolo non infrequente della rinunzia al chiostro, proprio all'ultimo istante, poco prima del solenne giuramento dei voti, dopo che per la educanda, per la novizia si sono sperperate somme ingenti in tutte le funzioni che precedono e conducono a questa, or ora compiuta.
Perchè è da sapere che le spese di professione erano le ultime di una serie del genere, che partiva dalla prima entrata della ragazza in monastero e giungeva dove l'abbiam vista. Il Governo le proibiva; ma a che valevano le sue proibizioni se fatta la legge è trovato l'inganno? La circolare della Gran Corte (1775) per la riforma di siffatte spese veniva sempre elusa.
Facciamo un po' di conto in famiglia e vediamo come andassero le cose.
Per chi nol sappia, varie erano le funzioni per le quali la fanciulla dovea passare per giungere a professarsi.