Il Marchese Villabianca in un momento di resipiscenza disse che «con questo patibolo, cioè colla morte di capestro, si ci hanno accomunato i popoli e appena ci hanno avversione», e precorreva all'aguzzino mangia-liberali del Congresso de' birri del Giusti: osservando che «vi muoiono specialmente i plebei ben sazii, bene assistiti nell'anima a segno che tali ignoranti vengono a sospirarne le pene»; ma egli scantonava come un avversario di Cesare Beccaria, e non se la intendeva col suo amico Tommaso Natale, quando affermava che le giustizie a base di sangue «fanno oh quanto più impressione che non fa la forca!»[347].
Proprio il contrario di quello che insegna il diritto penale moderno! [pg!315]
[CAP. XIX.]
I GIORNALI E LA PUBBLICITÀ.
Il giornale politico quale lo intendiamo oggi non esisteva[348], ed è tale la differenza che corre tra questo e quello, che ad un paragone manca qualunque termine, salvo che quello del nome: nome, com'è facile comprendere, generico, perchè qualunque titolo esso portasse era sempre e comunemente inteso gazzetta o foglio[349]. Gazzettieri erano chiamati i giornalisti: e spesso filosofi e politici quelli che vi discutevan sopra o ne professavano le opinioni e le idee.
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Forma e sostanza non avevano nulla di simile. Il giornale era in ottavo a due colonne con una testata di piccoli tipi, a forma di libro. A vederne uno oggi, si crederebbe ad un foglio di stampa di un'opera; mentre l'amatore ha di fronte una ghiotta curiosità bibliografica.
Nel contenuto poi era un semplice notiziario generale notizie stantie di un mese, due, secondo le contrade e le distanze, sì che quando esse giungevano, le cose potevano aver mutato aspetto; perchè, degno di attenzione, le notizie erano più di fuori che di dentro la Sicilia.
Di titoli suggestivi, piccanti, come quelli che la partigianeria, la scrocconeria, la malvagità dovea inventare un secolo dopo, neppur l'ombra. La gazzetta poteva sostenere, anzi sosteneva, le parti del Governo, ma non era fatta per solleticare col minaccioso nome i cercatori di scandali, per intimorire chi dalle rivelazioni d'un foglio potesse veder gettata fosca luce sulle proprie opere, o perpetrati ricatti. Gli uomini non eran da ciò, e la legge non avea ancora trovato ragione di colpire così raffinata maniera di corruzione.
Dei fogli usciti nella seconda metà del settecento, nessuno era giornaliero. Uno solo eccettuato, il quale usciva due volte la settimana e visse oltre una dozzina d'anni; tutti gli altri erano eddomadarî e non superarono i tre anni di vita.