«I fratelli hanno ucciso i fratelli,
Questa orrenda novella vi do».
Il Re corrucciato immantinente mutò ministero!
Ma quali rimedi troverà il Governo, perchè l'offeso Piemonte cessi dalle querimonie?
Le acque della Dora e del Po non cancelleranno facilmente nella Piazza di S. Carlo le macchie del sangue cittadino. Ogniqualvolta vi passo io le riveggo farsi più rosse, e risento il puzzo dei cadaveri che non può temperarsi nè dall'olezzo de' nostri roseti, nè dai profumi d'Arabia.
O Conte Camillo Cavour, se tu ancor vivevi, no, tanto orrore non avrebbe offuscato la storia della tua Torino e d'Italia tutta!
Ho bisogno di sfogarmi nelle lagrime, e vengo a piangere in Sàntena sul tuo sepolcro in compagnia dell'illustre uomo di Stato, Filippo Cordova, che, non piemontese, lamentò pure la Convenzione del 15 settembre.
XXV.
Il Sepolcro del Conte Camillo Cavour.
Sàntena è antico villaggio prossimo a Cambiano nel Comune di Chieri. È attraversato dal torrente Banna che mette foce nel Po presso Moncalieri; ed ha tre mila abitanti, lieti dell'annuo reddito di ventimila lire che traggono dagli eccellenti sparagi, prodotto de' loro terreni.