[50]. Fu necessario che il Primicerio, avvisato in Duomo, mentre si stava dicendo la lezione dopo i vesperi, facesse sospendere al lettore di proseguire la lettura, e che con parte dei chierici, e con due crocefissi molto grandi, e con la gente che colà si trovava, andassero in processione al prestino etc. Traduzione letterale della Relacion etc. in lingua Spagnuola sopra citata.

[51]. Dalli Monsignori Mazenta, Settala et Bosso de’ principali di quel capitolo Metropolitano veniva assicurata la Plebe che avriano avuto il pane in grande abbondanza ed a buon mercato il che giouò assai essendo personaggi di gran credito et veneratione per le loro qualità presso la detta Plebe et tutta la città. (Tadino, pag. 8.)

[52]. Codesta tariffa, secondo il Tadino, costò alla città più di 100,000 scudi di perdita.

[53]. Il decurione Legnani.

[54]. Degli autori della sommossa quattro ne furono appiccati la vigilia di Natale; due innanzi il prestino, e due a capo della strada ove abitava il vicario di provvisione.

[55]. Il Tadino varia nella data e nel nome dell’individuo. Entrò nella città Pietro Antonio Lonato soldato alli 22 ottobre del sodetto anno 1629, habitante in borgo di Porta Orientale, parocchia di S. Babila nella casa detta dell’orefice... conducendo seco molti vestimenti comperati, ovvero rubbati alli soldati alemani, et subito gionto s’infermò, et fu condotto all’Hospitale, il quale essendo soprapreso da un tumore nel cubito del braccio sinistro con un bubone sotto l’ascella sinistra, morbo maligno et pestilente, accompagnato da febbre parimente pestilente, morse nel quarto giorno.... Tutte le sue robbe et letto insieme furno subbito abbruggiati, che fu causa, mediante l’aggiutto Divino di preseruarle per all’hora questo Hospitale Venerando; ma non durò longo tempo questo sospetto perchè manifestamente si palesò con l’infermità contagiosa, scoperta nella persona del Consegnero di detto Hospitale et Barbiero con il Rever. P. Terzago, per la longa esperienza del suddetto, il quale fece grandissima carità nella peste di Palermo dell’anno 1624, disse il Lonato essere morto di peste et loro medesimi essersi amalati del medemo male, se bene per gli preseruativi, et loro robustezza mediante l’aggiutto Divino si fossero mantenuti (guariti). (Tadino, pag. 51.)

[56]. Carlo Colona Suonatore di Leuto poco prima anch’esso venuto da Monza, per vedere il passaggio de gli Alemani et forsi che haveva comprate alcune robbe da questa gente: alli 16 novembre infermò... morse nella quarta. (Tadino, pag. 51.)

[57]. Ciò accadeva nella primavera del 1630, quando il male cominciava a serpeggiare nel borgo di Porta Orientale, e si sarebbe forse potuto circoscrivere con buone provvidenze.

[58]. A questa incredulità s’accompagnavano altri fisici... li quali per degni rispetti non si nominano. Et in questo sinistro pensiero cascavano ancora li chirurgi della città Carcano, Monte, Calvo et il Chiodo, li quali non sapendosi governare mercè dell’ingordo guadagno, con la loro morte confessorno la verità, atteso che tutti morsero di peste, etc. (Tadino, pag. 73.)

[59]. I Conservatori del Tribunale, et in particolare li Fisici come fu del Tadino, et Settala cominciarono ad essere odiati dalla Plebe ignorante, mediante la voce d’alcuni Medici puoco ben intenzionati alla salute publica, li quali per li carobij attestauano non essere contagio pestilente, ne loro conoscere altra peste che quella dell’aria; et che questa mortalità copiosa di persone dependeua dalla mala regola et penuria del viuere questi duoi anni prossimi passati.... Laonde la plebe insupata ed imbibita da questa illusione, cominciò a sparlare di questi fisici (che ritenevano vera la peste), li quali quando per sciagura transitavano i carobij gli trattavano con male, et disoneste parole; et a tale petulanza arrivò questa plebe, che non vi mancò con le pietre restassero percossi. (Tadino, pag. 83.)