[79]. Gio. Giacomo Mora era huomo di statura mezzana, grosso, faccia più tosto tonda che altrimenti, con carne bianca e rossa, con poca barba castana chiara, et era di trent’otto anni in circa. (Processo, pag. 374.)
Aveva in moglie Chiara Brivio, un figlio di nome Paolo Gerolamo, arrestato con lui, e quattro figlie, Anna, di 14 anni; Clara Valeria, di 12; Teresa, di 7, ed un’altra Teresa, di 6, onde è verosimile che fosse morta la precedente. (Dai libri parrocchiali di S. Lorenzo, citati dal Verri.)
[80]. Gli si trovò fra gli altri: Un vaso con Ellettuario, con boletino che dice contra pestem, fatto a 21 Giugno, et è circa quattro deta. — Se per sorte mi sono venuti in casa perchè io abbi fatto quest’Ellettuario, et che non s’abbi potuto fare, io non so che farli, l’ho fatto a fin di bene, et per salute de poveri, come si trovarà, perchè ne ho dato via per l’amor di Dio. (Processo, pag. 51.)
Questo unguento preservativo della peste era composto, secondo la deposizione del Mora, di olio d’ulivo, olio filosoforum, laurino e di sasso; di polvere di rosmarino, salvia e ginepro, e d’aceto forte. E con questo s’onge li polsi, sotto l’asselle, la sôla de’ piedi, il collo della mano, nelli genochij. (Ivi, pag. 75.)
[81]. Il Tribunale chiamò Margarita Arpizarelli e Giacomina Andrioni, lavandaje, perchè esaminassero il liscio. Le loro risposte furono tanto stolide quanto potevasi aspettare da donne del volgo ignoranti e superstiziose.
Questo smoglio non è puro, ma vi è dentro delle forfanterie, perchè il smoglio puro non hà tanto fondo, nè di questo colore, et non è tachente (viscido) come questo. — Sà V. S. che con il smoglio guasto si fanno delli più eccellenti veleni che si possono imaginare. E l’altra. Quanto più si ruga in detto smoglio, si vede che viene più negro, et più infame, et con il smoglio marzo cattivo si fanno grandi porcherie, et tossici. (Processo, pag. 59-60.)
Assurdità che non meritano la pena di una confutazione.
[82]. Girolamo Migliavacca, arrotino, fu giustiziato il 7 settembre.
Pietro Girolamo Bertone, oste della Rosa, fu arrotato e scannato il 23 dicembre insieme con Gaspare figlio del Migliavacca ed altri.
Gio. Stefano Baruello, oste di San Paolo, e cognato del Bertone, si costituì volontario in prigione il 1.º luglio; l’undici ottobre gli venne intimata la sentenza di morte; promettendogli però l’impunità ove manifestasse gli untori e complici degli unti. Accettò, e in una deposizione, che è un assurdo romanzo, accusò come capo degli Untori il Padilla.