Ma per tornare all’arcivescovo Monti, egli ampliò ed abbellì il palazzo arcivescovile, e legò in testamento la sua preziosa raccolta di quadri, in perpetuo, agli arcivescovi di Milano. Benemerito, morì il 16 agosto 1650, di soli 57 anni, e sta sepolto in Duomo innanzi la cappella della Madonna che si chiama dell’Albero.

[209]. Vedi pag. 45.

[210]. Questo passo convalida l’opinione che esternai sul Processo degli Untori. Vedi l’Appendice II al Libro Secondo.

[211]. A destra dell’altar maggiore vi si leggono, oltre la citata, parecchie altre iscrizioni. È inutile di qui riportarle perchè estranee all’argomento di questa storia.

[212]. Chi riuscisse a dissotterrare la risposta del senatore Trotti negli archivj di Madrid, ove giacciono sepolti i documenti più rilevanti della storia nostra durante il periodo spagnuolo, rinverrebbe probabilmente nuovi e importantissimi schiarimenti intorno il Processo degli Untori.

[213]. Ac rex ipse regum; così il nostro Storico, copiando per adulazione il noto epiteto che dà Omero all’Atride.

[214]. Allude alla scorreria fatta dal principe di Rohan; il quale nel 1635 si spinse dalla Valtellina fino a Lecco, dove gli chiusero il passo i Brianzuoli raccolti in armi.

[215]. Ripamonti stava scrivendo la Decade V della Storia Patria, che venne pubblicata dopo la sua morte.

[216]. Hora erat diei fere undecima tenebræque jam appetebant. Non capisco in qual modo ciò si combini, sia coll’orologio italiano, sia col francese. Ritengo che, per errore di stampa, siavi undecima in luogo di vigesima.

[217]. La chiusa di questa gonfia allocuzione è più che strana: Promettere al Cardinale Monti un’urna per quando morrebbe! Credo che ad onta del sussiego spagnuolo non pochi de’ circostanti si commovessero a sdegno o a riso.