A tal vista fuggia; quando la Donna,
Amaramente sorridendo, disse:
. . . . . . . . . . . . . . . . . .
Cioè espone poeticamente quanto contiensi nella mentovata iscrizione, soggiungendo:
Così dicea la Donna... E il vil dispregio
E mille turpi Genj intorno a lei
La gian beffando intanto, ed inframezzo
Il pollice alle due vicine dita
Ad ambe mani le faceano scorno.
Ma ormai la Lombardia risorgeva dal letargo e dall’abbrutimento cui l’aveva ridotta il dominio spagnuolo, mercè il savio e umano regime di Maria Teresa; e alcuni cittadini, zelanti del patrio decoro, avvedutisi come quella ricordanza di atrocità e stoltezze dei tempi disonorasse Milano, idearono di fare in modo che la Colonna Infame venisse levata, perchè colla medesima cadesse in totale obblio quanto riferivasi agli untori. Pietro Verri ed i suoi amici del Caffè, i più chiari e attivi letterati dell’epoca, erano impegnatissimi in tale divisamento; ma la difficoltà stava nel trovar modo di eseguirlo.