Ora quanti è da supporsi ne morissero di peste o d’altre malattie dal novembre 1629 al febbrajo 1632, periodo in cui durò il contagio?

Il citato registro mi dà le seguenti cifre:

Anno 1629 Novembre Morti Num. 422
» » Dicembre » » 488
» 1630 » » 13,350
» 1631 » » 3,288
» 1632 Gennajo » » 181
Totale 17.729

I morti nel Lazzaretto, ove, secondo Ripamonti e Somaglia, salirono fino a 1700-1800 per giorno nel maggior furore della pestilenza in luglio e agosto, si possono calcolare al più 60,000, ritenuto come dato abitrario il numero di 1700 morti per giorno, stante l’incremento ed il rallentamento proprio sempre dei contagi. Aggiungasi per ultimo i morti negli ospitali, nei conventi, per le strade e i non registrati, che non si potrebbero con ragionevolezza spingere più di 8000-9000, e si avrà:

Dai RegistriNum.17.729
Nel Lazzaretto»60,000
Ospitali, ec.»8,271
Totale86,000

La qual cifra ritengo sia la più vicina al vero. In prova di che torna in acconcio un passo del Tadino, il quale scrive che per le santissime feste del Natale (1631) era restato nella città per le diligenze fatte solamente il numero di 64,442 persone.

Dunque, supposti come sopra i morti86,000
I sopravvissuti circa64,000
Avremo un totale di150,000

che sarebbe a un dipresso la popolazione di Milano avanti la peste.

Che poi gli abitanti fossero morti più della metà, riducendosi appunto a circa 60,000, lo comprova il più volte citato registro, dal quale risulta, che nel 1632 morirono soli 1795, e che per undici anni, cioè dal 1632 al 1643, la mortalità annua rimase fra i 1700 e 2000, che è appunto la metà di quella dei quattro anni precedenti il contagio.

Quanto alla mortalità del Ducato di Milano è impossibile determinarla per la mancanza di documenti; oltrechè le morti subirono variazioni innumerevoli secondo i paesi, i quali soffrirono più o meno, e alcuni perfino rimasero deserti, essendo periti tutti gli abitanti. Forse però non andrebbe molto lontano dal vero chi facesse ascendere a mezzo milione i periti di contagio nella Lombardia spagnuola.