— Siam qui da due ore, o Cesare, e ci conviene recarci tosto all’esperimento mattutino.

— Salve, o Cocceio; salve, Plauzio.

Eran quelli due celebri istrioni di Roma. Il primo rappresentava la maschera di Macco — qualche cosa tra il Pulcinella e l’Arlecchino — ed era di tanta valentìa segnatamente nell’introdurre versi improvvisati tra quelli di Plauto e di Terenzio, che tutta Roma accorreva per sentirlo. Non c’è nulla di assolutamente nuovo e di solitario sotto al cielo, e quel Cocceio forse era il grande arcavolo del celeberrimo Sacchi di Venezia. L’altro era Plauzio e rappresentava quella maschera che si chiamava Papposilene, dall’aspetto di un satiro velloso.

— Ho con me l’Eunuco di Terenzio, soggiungeva Cocceio, qui e qua intercalato da certi miei versi, pe’ quali mi sembra che tutta Roma riderà a crepapelle di Pompeo, di Cicerone, di Catone, di Lucullo e dell’indorato Crasso. Vorrei, o Cesare, che tu mi aiutassi ad aggiustarne la misura; a trovare ed aggiustar dardi per ferire chi ha ad esser ferito, e dare così il tono alla gran voce del popolo romano.

— Va prima all’esperimento, poi torna da me all’ora seconda di notte. Vale, o Cocceio; Plauzio, vale — e stringendo la mano all’uno e all’altro li licenziava, intanto che rivoltosi ai clienti:

— Porgetemi le vostre querele, disse loro, e a rivederci domani al pomeriggio sotto i portici del tribunale — ai gradi aurelj. — Ed entrò in un’altra stanza.

— Salve, o Sallustio.

— Salve, Cesare. Questa volta ho empiti due rotoli. Coprii di ridicolo l’affettato Ortensio; ho messo in evidenza tutti i difetti di Cicerone e berteggiata la pingue eloquenza del pizzicagnolo Crasso.... Or mi preme che tu legga la critica del modo onde Pompeo condusse la guerra spartacia. Mi proposi mostrare che ben più che alla virtù propria, ei deve tutto all’aiuto della cieca fortuna.

Ma chi era codesto Sallustio?

Nulla meno che il famosissimo Crispo Sallustio, l’autore della Guerra Giugurtina e della Catilinaria, l’autore tradotto e ritradotto per tanti secoli da miliardi di studenti.