Agli esperti, a Cicerone in ispecial modo, parvero stupendi e di nuova eleganza quei primi esametri; e mirabilissimo quel passo onde Ettore investe Alessandro di contumelie:

E non la cetra

Ti gioverìa, nè quelle ciocche e il viso,

Nè Venere e i suoi doni, ove la polve

Ti contamini in campo. Oh se i Troiani

Fosser men sofferenti, io ti vedrei

Vestito di una grandine di pietre

E pagato oggimai d’ogni lor lutto.

Gli esametri latini recavan forse davvero questa perfettissima concinnità dei versi Foscolani.

Onde l’artista Cicerone non seppe trattenersi, e gridò: