— Più di quella ch’io ho in altri, perchè tu sei il più giovane di quanti hanno già qualche fama in Roma.
— E non per altra ragione?
— Sì, anche pel tuo ingegno, come assicura il greco Armodio; e perchè sei il primo nel cogliere il bersaglio col pilo; e perchè sei il solo che freni il cavallo pancia a terra tenendo le braccia intrecciate dietro le terga.
— E non per altro?
— Altro non so di te... Ma della giovinezza in fuori... nessuna tua virtù mi aggiunge fiducia... perchè quelle che ti ho accennate, se saranno utili a te, temo possan riuscire dannosissime agli altri.
— Sebbene tu mi dica ingiuria, pure mi congratulo teco che in sì giovane età parli, se non con senno verace, certo con tutte le apparenze e le scaltrezze di un senno che par fatto d’esperienza.
— Chi rimane orfano ancor fanciullo, impara assai prima degli altri a vivere e a giudicare degli uomini. Io poi non ebbi che affanni e dolori atroci nella casa mia... Mio padre morì trentenne... e ancor ne ignoro il come.
Qui Cetego stette muto un istante, poi ripigliò:
— Sventuratissimo colui che nacque da madre bellissima, la quale, giovane tuttora, vede crescersi innanzi, quasi assiduo rimbrotto, un figliuolo di tale apparenza ed aitanza e forza, che minaccia di farla parer vecchia innanzi tempo.
— Ami tu la madre tua?