— E che te ne importava?

— Clodio è giovane ch’io prediligo. Me fanciullo, presso ad affogar nel Tevere, egli salvò.

— Dunque tu credi che nel dì dei riti della dea, egli stesse fuori di Roma?

— Non lo credo; lo so.

— Ed io so invece ch’egli era in Roma, perchè io stesso lo vidi.

— Alla tua età, cogli occhi quasi abbacinati dalle continue veglie e da tutti i volumi greci e latini che stanno in quelle casse, è assai facile prendersi abbaglio.

— Non ho tocco ancora il mezzo secolo e la notturna lucerna e i caratteri latini e greci mi lasciarono ancor potente la pupilla. Ma fossi stato anche cieco, nel dì dei riti ho parlato a Clodio che mi rispose. Però tu hai detto mendacio.

— Non dirò ingiuria al mio maestro; ma respingendo l’ingiuria tua, sto e starò fermo nel mio asserto, e sarò testimonio validissimo contro le accusatrici e gli accusatori.

— La porpora e l’oro della tua pretesta ancora infantile t’interdicono, o Antonio, d’esser testimonio.

— E allora sarò ancora più terribile.