L’auriga piegò al palazzo di Sempronia.

— Entra tu solo, o Cesare, disse Marco quando il cocchio si fermò. Troppo disfatto io sono, nè la mente può soccorrere alle mie parole.

— Non occorre che tu parli; parlerà il peplo e il sangue. Io dirò il resto.

Discesero, entrarono nel palagio; annunziati, misero il piede nella sala magna, dove Sempronia accoglieva a congressi, dissimulati da sollazzevoli apparenze, gran numero di cittadini.

— Ave, Cesare, disse Sempronia. Ave, Marco Sceva. Ma che veste e che sangue rechi tu sul braccio?

Tutti i seduti si alzarono: gli altri s’avvicinarono al giovane Sceva.

III. MARCO SCEVA, CESARE E CATILINA NELLA CASA DELL’EMINENTE SEMPRONIA.

In quel numeroso convegno oltre a Sempronia, v’erano la Dorestilla stata già amante di Catilina, e la ricchissima Babulca stancatrice di amanti indebitati; e la Gèmina, maschia d’aspetto e famosa di tenebrosa fama, nella di cui casa il bellissimo Bleso, inclito Endimione ognora tentato dalle Diane terrestri, era entrato vivo e, deposto nella sedia portoria, era uscito morto; e v’erano altre patrizie romane. La Precia cortigiana e la Flora e la Chiledone, sebbene care a Lucullo e a Pompeo e a Crasso, e soffiatrici instancabili nell’uragano che stava per prorompere, non v’erano. Le nobili dame peccatrici paganti si schermirono con arte atta a stornare ogni rancore, dal concedere l’accesso alle peccatrici pagate. Catilina, Lentulo, Quinto Curio, Cetego, lo zio dell’ucciso, più e più s’accostarono a Cesare e a Marco.

Cesare parlò:

— Sovente, o Catilina, con te e Lucullo, espertissimo di leggi e costumi, e Ruffo e Scevola giureconsulti, e Granio Flacco, il commentatore delle dodici tavole, abbiam discusso intorno al bisogno di far nuove leggi che surroghino le antiche e distruggano il fatto pel quale dobbiamo sottostare a molte che sono in manifesto contrasto coi presenti costumi, colle necessità che modi diversissimi di vita pubblica e privata, in sì lungo ordine d’anni andarono creando; e, quel che è più penoso a pensare e a dire, in contrasto colla natura, colla ragione, colla giustizia.