Ma alle prime sensazioni, quali altre erano succedute nell'animo di lei?

Se il Manfredo fosse stato il suo promesso, se mai non fossero insorti ostacoli ad avversare i loro amori, se in quel momento si fosse trovato con lui per un procedimento comune delle umane cose, sicura che il proprio padre amava e benediceva l'affettuosa corrispondenza, ed era vicina la solennità delle nozze; ella, per quell'istinto di femminile ritrosia, che di tutto si adombra, quand'anche fosse stato egualmente forte l'amor suo pel giovine, pure sarebbesi comportata seco con assai riserbo. Ma in questo momento l'affetto per lui, che da tre anni era l'assiduo suo pensiero, proruppe invece con un impeto sì eccessivo, che a tutt'altri che a lui sarebbe quasi parso indizio di pazzia. Un certo che di febbrile alterazione che aveva nel sangue da qualche ora, quell'improvviso passaggio da uno stato ad un altro, così diversi, così opposti, quell'istantanea gioia, quell'estasi suprema successa al gelato terrore che da più giorni non le lasciava aver bene, le generarono nell'animo tal mistura di commozioni così eccezionali, che giunsero persino a far tacere in lei quel non so che di femminile alterezza e di ritrosia che le era sì proprio, per la qual cosa in sulle prime, tutto bagnando di lagrime il volto del Palavicino, si lasciò andare senza ritegno ai più teneri ed espansivi vaneggiamenti dell'amore.

Fu lo scorrere però di alcuni pochi secondi… e a un tratto s'arrestò… atterrita s'arrestò, come se una voce cui non le fosse possibile disobbedire, d'improvviso le suonasse minacciosa e fatale, e si ritrasse e tornò a rimpiattarsi nell'angolo della carrozza con uno sforzo straordinario dell'animo e delle membra, quasi che al posto del Palavicino si fosse messa a seder davvero la squallida e truce figura del Baglione. Fu straziante l'angoscia di lei quando, sulla predella dell'alture dell'abbazia di Chiaravalle, atterrita dal severo sguardo paterno, aveva messa la propria nella mano tremante del Baglione; più straziante ancora quando, poche ore prima, a lei discinta, il vecchio s'era accostato. Ma l'angoscia di questo momento le fu insopportabile, e il sangue con tant'impeto le si tramestò nella regione del cuore, che sentendo distendersi un gelo su tutta la superficie delle sue fragili membra, provò quell'alienazione di spiriti, e quel prostramento assoluto di forze, che ci fa presentire in che modo si passi da questa all'altra vita.

Il Manfredo se ne accorse, e stette in grandissimo timore fino a tanto che la fanciulla non si riebbe affatto.

I parossismi della passione e del dolore non possono durare che brevissimi istanti, per quanto sia straordinaria e terribile la condizione in cui l'animo si trova, e a quei parossismi subito susseguono de' momenti di calma, calma certamente non invidiabile, ma tale almeno, che alla mente permette di connettere delle idee con qualche ordine, alla bocca di parlare, agli occhi di piangere.

Riavutasi così la Ginevra, e pensando al padre, al Baglione, all'audacia del Palavicino, di cui, in barlume, le pareva d'aver indovinato il disegno, e prevedendo le nuove e più atroci sventure che ne sarebbero derivate.

—Ah! Manfredo, che avete voi fatto? gli disse. Che intenzioni sono le vostre?… io tremo solamente a pensarci.

—Una fortunata combinazione, rispose il Palavicino, non ci mancò, e spero che nell'avvenire….

—Ma chi v'ha consigliato a far questo, Manfredo?

—E puoi domandarlo? e non sapevo io il tuo dolore, e non conosceva i tuoi desiderj? altra volta io t'ho veduto in ginocchio, e t'ho udita scongiurare Iddio perchè ti liberasse dal Baglione. Oggi poi, chi m'aiutò ad aiutarti, mi disse le tue lagrime e la tua disperazione. Pensa dunque che colui non ti riavrà mai più, che tu sei con me ora, e per sempre lo sarai!…