—Lo vedremo.
—E s'egli sia per essere quel tale che faccia maturare i falli.
—Non sarei lontano dal crederlo; pure non posso dissimulare che questa sua venuta mi sgomenta.
—E a me pure sarebbe causa di profonda agitazione, se moltissimo non ne sperassi. È mestieri che in Milano si promuovali passioni e lagrime, e si provochi un generale malcontento contro i Francesi; allora i nostri concittadini ne uscirannno in folla, e in qualche luogo ripareranno. Allora, se a noi sarà dato raggrupparli in un sol punto, e….
—Comprendo assai quanto volete dire; comprendo che forse è decreto della provvidenza, se fu mandato quest'uomo, quest'uomo appunto a pesare sopra Milano. Pure, pensando alla mia casa che, per me, sarà la prima ad essere sfracellata dall'atrocità di costui… pensando alla povera madre mia…. Per verità, che non ci può essere al mondo creatura più sventurata di lei….
Qui gli tremò la voce per l'estrema commozione, e gli occhi gli sì bagnarono… balzò in piedi allora per non farsi scorgere, e girò la testa altrove.
Dopo qualche momento tornò a volgersi al Morone, e:
—Volesse Iddio, gli disse, che la vostra testa e il mio braccio potessero riparare a tutti i guai da cui, per colpa sua e per colpa d'altri, la patria nostra sta per essere oppressa. Ma per parte mia non sarà trascurato mezzo che valga; ed ora più che mai, mi sento agitato da quel forte amore di lei che basta a rendere onnipotente la volontà di un uomo.
Ciò detto, si staccò dal Morone e dal Chigi profondamente pensoso.
Chi avrebbe detto al Palavicino, un momento prima di metter piede in quelle sale, che la natura delle sue idee e la condizione dell'animo suo doveva tramutarsi in un subito? Il pensiero però del proprio stato, del pericolo in cui versava la sua famiglia e la sua patria, gli aveva richiamato in mente il pericolo medesimo che aveva indotto la duchessa Elena a fuggir da Rimini a Roma. La voluttà si trasmutò in compassione; due cause diverse che potevano produrre un medesimo effetto.