Di quel sanguinoso fatto tosto romoreggiò tutta Roma, e i due servi retrocessero, dubbiosi se dovessero darne avviso alla signora.
Nel rifar la via, l'un de' servi, volgendosi all'altro che camminava a testa china:
—Convien confessare, diceva, che l'uomo ha dei presentimenti.
—Perchè dici tu questo?
—Perchè non ho mai veduto la duchessa così conturbata e stravolta come stanotte…. pareva fuori di sè…. e certo, senza saperlo ella aveva qualcosa in sè stessa che l'avvisava di tanta disgrazia.
L'altro servo non rispose, e guardando fisso il compagno con un cert'atto macchinale, crollò leggermente il capo, e tornò ad immergersi in certi suoi strani pensieri.
Quando rientrarono in palazzo, la funesta notizia v'era già arrivata.
La duchessa se ne stava intanto nella sua camera in una terribile agitazione; temeva che il servo non potesse giungere in tempo, e di nessun'altra cosa più le premeva in quel momento, che la salvezza del marito suo. Aspettava con impazienza convulsa il ritorno del servo e del duca, e come le parve che troppo tempo fosse passato, discese per recarsi alle stanze delle sue ancelle. I due servi ch'erano tornati colla trista novella, prima di parlare alla signora, s'erano appunto recati da quelle sue donne, che solevano sempre star con lei, per concertare il modo di metterla in cognizione del fatto senza darle una scossa troppo violenta. Le ancelle atterrite, non sapevano che fare, e in quella confusione proponevano e rigettavan partiti, quando a un tratto odono un grido nella stanza vicina.
—Stolta! troppo alto hai parlato; ella ci ha intese di certo!—disse una di quelle donne accorgendosi da che labbro veniva il grido, e tosto si recò nella stanza vicina insieme a tutte l'altre sue compagne per dar soccorso alla duchessa, la quale stavasi nel mezzo della camera, in ginocchio, colle braccia cascanti, la testa alta, l'occhio teso e immobile, e pareva fosse uscita di senno affatto.
—Oh povera signora!—disse una delle donne, e inchinatasi per alzarla di peso, la duchessa lasciò fare. In quello stato di tremenda immobilità che pareva indizio certo d'alienazione mentale, ella trascorse quasi un'ora intera, e il primo indizio di ritorno alla vita furono queste precise parole:—Dio!! quale orrore!!…—pronunciate con un suono gutturale e stridulo della voce, poi accorgendosi allora d'essere in mezzo a tutte le sue donne, che tenevano gli occhi fissi in lei, fu assalita da un insolito sgomento, per che fuggendo si tolse loro di mezzo, e giunta nella sua camera, vi si chiuse e si gettò in ginocchio innanzi ad una immagine di Maria Vergine.