Il Palavicino stette intradue un istante per darsi a conoscere…. pure non ne avrebbe fatto altro, se il conte Birago non avesse riconosciuto lui, quantunque fosse coperto dal mantello fin sotto gli occhi, e lo adombrassero le falde del cappello di feltro, tutte bianche di bruma. Il conte lo aveva bensì lasciato passare innanzi, ma detto ai compagni il dubbio suo, questi per un moto spontaneo, e per vedere se mai fosse stato un abbaglio, nominarono il Palavicino, che non seppe più celarsi.
Si fermarono così, senza che nessuno ne avesse avuto un'espressa volontà, i quattro gentiluomini, i cavalli del seguito e il Palavicino; questi provava un certo conforto nel vedere de' volti conosciuti prima d'entrare in città, a malgrado quell'avversione antica che ad essi aveva sempre portato e non aveva mai potuto far tacere per la diversità dell'indole, dei principi, del partito, de' veementi e iracondi diverbi avuti secoloro per le cose appunto che toccavano davvicino l'interesse del paese comune.
—Il marchese Palavicino?…. domandò il conte Birago a lui che volgeva il capo e sprigionava il volto dalle pieghe del mantello.
—Son io, esso rispose, come tu se' il conte Birago, e tu il Crivello, e voi due il Figino e il Torriano. Vi riconosco tutti…. e ho caro rivedervi… pure non fate che il mio nome sia ripetuto un'altra volta dal vento qui…. Cammino su di un terreno dal quale violentemente fui cacciato…. Voi dovete saperlo.
—Tutti lo sanno; però stupisco di vederti qui, marchese, e, com'è vero Iddio, vorrei che subito rivoltassi il cavallo e ripassassi l'Adda come l'hai passata.
—Così farei, se mia madre non mi chiamasse, mia madre che sta in termine di morte e vuol vedermi…. Ma voi che venite di là ne dovreste ben sapere qualcosa. Che stato dunque è il suo?…
I quattro cavalieri si guardarono in faccia a quella domanda, come consigliandosi a vicenda intorno a ciò che convenisse rispondere.
—Che stato è il suo? ripetè poi il Birago, pensando intanto a quel che dovesse dire; che stato è il suo?… Noi non ti sapremmo invero far contento… ma s'ella mai avesse a morire, son tempi questi in cui è lecito confortarsi se il padre, se la madre, se i fratelli ne muoiono.
—Atroce, insopportabile conforto!! La tramontana che venta è molto men rigida di queste tue parole.
—Io vorrei che fossero ancora più rigide, e ti spaventassero tanto da farti retrocedere. Ne siamo usciti anche noi, lo vedi, e se ne uscimmo all'alba, e in questa squallida stagione, non sappiamo se di giorno o di notte, d'inverno o d'estate ci ritorneremo…. Dio solo lo sa…. Il nostro cammino intanto è essai lungi.