Colui comparve finalmente, e appena fu lasciato solo col Palavicino, questi gli si scoperse dicendogli:

—Son io, buon uomo, e vengo a cercar di mia madre. Desideravo però prima di vedere il conte: dove può esser dunque a quest'ora?

L'uomo del conte, maravigliato nel vedere il Palavicino,

—Per carità, gli disse, vogliate venire nel gabinetto del conte. Qui troppo occhi ci potrebbero vedere; venite con me. Voi mi ponete in apprensione…. Ma perchè siete venuto qui…. e di questi tempi, e di questa stagione?….

Così dicendo, seco il traeva ad una delle camere più interne.

—Venni per mia madre, gli andava intanto rispondendo il Palavicino, e sapendo quanto è avvenuto nella mia casa in questi infelici tre anni, e com'ella sia rimasta qui sola, affatto sola, son qui per sapere dove se ne sta di presente….

L'uomo del conte guardò il marchese stupefatto, e fu in procinto di dire alcune parole, che tosto tramutò in quest'altre:

—Ma da chi avete saputo tutto questo, illustrissimo? Ma chi v'ha detto ch'ella sia a mal termine?

—Mi fu scritto, però fui scongiurato a venir qui, e, come dunque potete pensare, tosto io mi mossi.

—Oh com'io vi compiango, caro signore! rispose l'altro allora facendosi forza. Ma io non so darvi nessun conforto…. Solo vi prego a sopportar la sventura con rassegnazione…. Oh, per carità, non tremate così! Siate uomo e abbiate fermezza…. Voi dunque mi avete compreso.