—Dimmi, se il conte ha voluto provvedere a tutto, avrà pur pensato a far ritrarre l'immagine di quella donna soave. Un tal ritratto mi abbisogna; conviene ch'io lo rechi sempre con me.
—Anche a questo avrebbe provveduto il conte….
—Avrebbe?….
—Sì, avrebbe; ma in tutta Milano non si trovò nè pittore, nè scultore, nè disegnatore, nè altro che fosse abile a ciò in qualche modo…. Tutti se ne sono andati. La scuola che ha aperto il Leonardo fu chiusa, caro signore, e quell'edificio fu trasmutato in magazzino per lo strame de' cavalli francesi. Prima che voi partiste, già sapete che il Luino e tutti i suoi scolari se ne erano andati. Il Calzago, scultore, fu l'ultimo…. e colle vesti che gli cascavano a brandelli venne dal conte, prima di partire, perchè gli desse qualche fiorino, che voleva recarsi a Ferrara. Così dunque in tutta Milano non si trovò chi sapesse ritrarre la benedetta immagine della madre vostra….
—A tanto siam giunti! proruppe il Palavicino; ma il nome attesta il luogo almeno dov'ella venne seppellita?
—Questo fu fatto.
—Ora discenderò in chiesa, vedrò almeno la pietra che copre l'infelice e benedetta sua cenere. Oh madre mia!!
—Ora mi torna in mente una cosa, caro signore; voi diceste poco fa che un servo della contessa vostra madre vi scrisse espressamente una lettera per esortarvi a venir di volo a Milano?
—Questo ho detto, e questo è di fatto.
—Eppure adesso che ci penso, ciò non può essere, ciò è impossibile.