—Ma perchè dici questo?

—Ho udito io stesso il conte più volte a raccomandare alla contessa, e a chi stava con lei, di non dare a voi nessuna notizia del pessimo stato, in cui ella trovavasi. Ben lo avrebbe voluto la madre vostra, ma quando fu fatta capace che trattavasi della vostra rovina, non replicò altro, e disse al conte:—Fate voi—e so benissimo ch'ella soggiunse:—Quando scrivete a Manfredo, dategli dunque le migliori notizie di me, tanto ch'ei viva tranquillo e non si muova di là.

—Questo è vero di fatti. Il conte mi scrisse ch'ella stava abbastanza bene.

—Ma quando dunque vi giunse l'altra lettera?

—Qualche tempo dopo….

—E chi la scriveva,…?

—Credo, il servo; del resto non so, quel carattere non lo conosceva…. Ma cosa pensi tu?

—Cosa so io!… pure non sono tranquillo. Io tremo per voi…. Quanto pagherei che fosse qui il conte, mio padrone….

La campana di San Martino in Nosigia suonò in questa l'avemmaria.

Il Palavicino che s'era messo a sedere si alzò… fece due o tre passi per la camera, poi con un accento il più accorato che mai.