—Non trattasi di fioretto, caro mio; coi fioretti si giuoca, e allora a che il sangue freddo? Per conoscere quali sono le virtù indispensabili allo schermitore, conviene che chi combatte il faccia per la vita.
—Questo è vero, uscì detto a più d'uno.
—Ebbene, si vedrà, rispose De-Forses indispettito, ed io combatterò col conte.
—A morte!
—A morte!
—Ma perchè tenga la scommessa, tocca a voi a sceglier l'arme in cui vi stimate aver più esperta la mano.
—Nessuno vince il De-Forses, disser più voci, quando ha in pugno lo squadrone scozzese.
—E sia lo squadrone, sebbene io faccia assai meglio le cose mie lavorando di punta. È dunque andata, barone?
—È andata.
Allora i due campioni, e tutti quanti trovavansi intorno a loro, si volsero per domandare licenza al governatore, trattandosi di un duello a morte. Ma quegli tornato l'uom tetro di prima, erasi di bel nuovo messo a sedere innanzi al camino; però quando il conte Galeazzo e il De-Forses gli si avvicinarono per chiedergli concedesse loro di tenere la mortale scommessa, egli non fece altro che alzare la testa qualche poco e girare su di essi il solito suo torvo sguardo, poi disse macchinalmente come se i suoi pensieri fosser volti ad altro: