Erano uomini sfrenati la maggior parte, e in quel momento oltre il solito alterati dal vino, eppure a quell'improvvisa comparsa non avevan più osato pronunciare una parola….
Il fanciullo era corso intanto presso il Lautrec, il quale, contemplatolo a lungo, se lo strinse vicino.—Quel fanciullo era l'unico oggetto per cui sopportava l'orribile vita, il solo che tanto quanto gli rallegrasse i tetri giorni, il solo a cui avrebbe fatto sagrifizio di sè, d'altrui, di tutto, di tutti, pel quale si affannava con trovati iniqui ad ammassar tante ricchezze, il solo per cui, con legge strettissima, era a tutti stato imposto il più scrupoloso riguardo.
Una notte, in un'occasione come la presente, mentre il fanciullo se ne stava presso al Lautrec, ed uno degli ufficiali che trovavasi nella sala con lui, venne profferita, nel fumo dell'ebbrezza, una oscena parola che poteva offendere l'innocenza del fanciullo. È impossibile il dare un'idea del furore, onde il Lautrec, a quella parola, fa trasportato; furore che non dileguò senza un terribile effetto, ed il dì dopo sei palle di piombo avevan fracassata la testa dell'incauto e sciagurato ufficiale.—Fu inaudito rigore, fu ingiustizia che provocò l'ammutinamento in tutte le truppe; ma l'irremovibile e ferrea volontà onde il Lautrec avea rintuzzata ogni forza di reazione, ingenerò tale sgomento in tutti, che nessuno mai più si dimenticò di quel fatto, onde ogni qualvolta compariva in mezzo ad essi la vaga figura del fanciullo, ognuno si taceva per tema di profferir parola che fosse in fallo; e il rispetto pel Lautrec era tale che vinceva anche l'azione prepotente dell'ebbrezza; così era fatto quell'uomo.
Nessuno però, per quanto la memoria del fatto fosse terribile, portava odio al fanciullo che n'era stata la prima causa; bensì le care grazie di quella creatura gli avevano conciliato l'amore di tutti.
Il fanciullo poteva avere otto anni d'età, nè linee più gentili potevansi immaginare di quel suo viso, nè forme più eleganti delle giovinette sue membra. E ciò che forse il rendeva ancor più attraente, era un tal pallore non solito nei fanciulli di quell'età. Una prolissa capellatura castagno-cupa gli cadeva in anella sul collo e sulle spalle, le pupille grandi, lucenti, erano adombrate da due fini sopraccigli, nè sapevasi immaginar cosa più soave del modo onde volgeva lo sguardo. Queste naturali vaghezze erano poi giovate da un vestito azzurrino che gli si stringeva alla carne con grata eleganza.
Continuava il silenzio nella grand'aula tanto che s'udiva distintamente il crepitare che faceva la fiamma sul focolare. Intorno alla gran tavola, su cui alla rinfusa stavano i segni dell'orgia notturna, si vedevano quelle cento faccie soldatesche accese pei vapori del vino e pel riverbero della fiamma, e fatte così ancor più rozze e più truci del solito. Innanzi al camino, a qualche distanza, seduta la grave persona del governatore. Se dunque, al primo, non pareva cosa che s'addicesse a quel luogo ed a quegli uomini la vaga e purissima figura del giovinetto, non era tuttavia senza il suo prestigio quella scena curiosa; e tanti uomini fatti silenziosi per lui e tante pupille converse in lui solamente e il governatore che lo guardava con affetto che parea compunzione religiosa, tutto ciò potea suscitare una strana, ma pur grata commozione.
Il Lautrec, porgendo orecchio alla voce argentina del fanciullo, lo stava dunque osservando con religioso affetto, e parea che contemplando quel volto più non si ricordasse nè del luogo ove trovavasi, nè da quali cose fosse circondato, nè quanti uomini stessero a guardar lui in quel punto.
La tenerezza, che di consueto non trapelava mai dalla fiera tetraggine della sua natura, si era allora come sprigionata da un duro involucro. In quel momento l'esistenza del Lautrec non era che amore, ma così intenso amore, che la commozione che glie ne derivava gli tirava quasi le lagrime agli occhi. Chiunque allora avesse potuto guardargli in cuore, dimenticando chi esso era veramente, non avrebbe saputo rifiutarsi a compiangerlo, direi quasi, ad amarlo; tanta era la santità del suo affetto, tanto l'angore onde contemplando quel volto, immagine viva e perfetta e ognora presente di un altro volto fatale, si sentiva tramestar l'anima, risalendo col pensiero ad un giorno, ad un'ora, ad un punto perpetuamente memorabile.
Il lettore si ricorderà che il Lautrec, quando colle truppe si partì di Rimini, chiamato in Francia, seco si avea condotto un fanciullo di pratica altamente segreta. Ora, se avesse innanzi agli occhi il ritratto del fanciullo Armando e della signora di Rimini, tosto il mistero gli sarebbe chiarito.—La sciagurata Elena era la madre di Armando, di cui Lautrec era padre!!
E non pareva vero come, vedendo nelle fattezze del figlio la donna istessa che tanto abborriva, potesse poi amarlo di tanto amore. Pure in questa notte, considerando che di lei gli rimaneva un tal pegno che a tutti attestava esser egli stato riamato da lei, provò un così vivo soprassalto di compiacenze, che si strinse accanto più teneramente che mai il giovanetto Armando, e illudendosi, nel guardarlo fisso, artificiosamente illudendosi di vedere la stessa Elena, e di averla innanzi, e l'odio non potendo più a far sentire la sua voce, e rinascendo l'amore, provò un istante di felicità perfetta; taceva ancor tutto d'intorno, egli non udiva che il molle respiro d'Armando, e si sforzò, direi quasi, a mantener viva quell'illusione il più a lungo che potè.