Manfredo non rispose nulla. Il Lautrec lo guardò per la terza volta.
—Credo d'aver parlato chiaro, e quantunque la tua bocca stia chiusa, crederò che hai udite le mie parole, e che accetti.
Manfredo accennò del capo, ma continuò a tacere.
Il Lautrec cercò allora se avesse qualch'altra parola da dire, ma non trovandone più, ed accorgendosi di non poter sopportare la presenza dell'abborrito giovane senza venir tosto a qualche estremo, uscì egli stesso della sala.
Dopo qualche tempo vi entrarono quattro soldati con arme in asta, i quali senza parlare si collocarono ai quattro angoli, e un uomo che s'accostò al Palavicino e gli parlò non senza una certa cordialità, avvisandolo che per tutta la notte gli conveniva fermarsi in quel luogo.
Il Palavicino non fece parola; soltanto, dopo alcuni momenti, domandò gli si recasse dell'acqua. Recata che gli fu ne bevve molta; dopo si liberò della pelliccia onde ancora era coperto, e si assise innanzi al fuoco. Per tutta la notte rimase poi solo in questo modo insieme ai quattro soldati.
Il dolore non confortabile per la morte di sua madre, la corsa disastrosa, la stanchezza del corpo, il gelo che gli aveva irrigidite le membra, avevan messo una tale stupidezza nella mente di Manfredo che, al primo, quando s'accorse d'esser caduto nelle mani del Lautrec, quasi non seppe misurare tutta la gravezza della sua situazione. Nè la vista del Lautrec medesimo, nè le di lui parole bastarono a riscuoterlo. Come si trovò solo però, come poco a poco il calore della fiamma gli ebbe ristorato il corpo assiderato…. anche le facoltà dello spirito si rialzarono con quello, e la sua mente cominciò a meditare con ordine. Considerando allora quanto la sua venuta a Milano per rivedere la madre era stata indarno, s'accorse del mal passo che avea fatto per non aver voluto ascoltare i prudenti consigli del Morone, s'accorse d'avere così tradita la causa del paese comune, pensò che a simile notizia tutti gli Italiani che v'erano interessati, ad una voce e con ragione lo avrebbero caricato di rimproveri. E fermandosi su di ciò ebbe tal rimorso, tanta vergogna di sè stesso, che la disperazione gli entrò nell'animo, e pregò Iddio perchè lo facesse morire in quel punto. Pure di considerazione in considerazione, le parole del Lautrec che macchinalmente aveva udite, e di cui non gli era stato chiaro il senso, a poco a poco gli si svolsero innanzi con evidenza. Quell'offerta che gli faceva il Lautrec di battersi seco, nel mentre poteva tosto consegnarlo al carnefice, gli parve una disposizione della provvidenza, che vegliava lui e il suo paese, e che ad espiare e riparare le proprie debolezze e i proprii mancamenti gli affidava il più difficile e pericoloso carico, nel mentre che forse gli apriva il campo per conseguire il supremo suo fine a un tratto. Così grado grado si venne accendendo all'entusiasmo, fino al punto, che tenne per certo ciò che non era che illusione. E sebbene sapesse quant'era poderoso il braccio del Lautrec, non si smarrì, provando allora una tale sicurezza nelle proprie forze, quale non avea forse mai avuto; sicurezza che gli derivò appunto dalla confidenza che avea posto nell'intervento espresso della provvidenza; e sentendo rinascere il rimorso di quanto aveva fatto, quantunque la pietà per sua madre gli paresse tuttavia cosa santissima e tale, che bastasse a giustificarlo in faccia agli uomini, pronunciò in que' momenti nel santuario dell'animo suo il giuramento di posporre sempre ogni privato affetto alle cure della patria, di far tacere ogni moto, anche generoso, del cuore, quando in qualche modo fosse per esser di danno ai più alti interessi d'Italia; e quel giuramento lo pronunciò con tal fervore, e nel pronunciarlo era esaltato da un così forte amore pel paese in cui ora nato, e per gl'innumerevoli suoi fratelli di sventura, che ogni ammirazione sarebbe stata minore, in quel punto, alla venerabile altezza de' suoi propositi.
Se il Morone aveva fatto capo sul Palavicino per tentare un colpo ardito al fine di cacciare i Francesi di Lombardia, era appunto per aver scorto nel suo giovine concittadino questa tendenza alle veementi accensioni dell'entusiasmo, che talora sono generatrici di grandissime cose; però lo aveva anteposto a talun altro forse più di lui fornito di equabile fermezza, ma di lui meno ardente. Ed era presumibil cosa, che se in tal momento il Palavicino si fosse trovato in campo a comandare una mano d'armati contro Francia, con quella avrebbe saputo tentare ciò che ai più sarebbe sembrato impossibile, tanto l'entusiasmo lo avrebbe fatto unico nel valore.
Ma intanto era ne' lacci del governatore e doveva chiamare sua gran ventura l'avere a tentar la sorte con lui; e ciò era tuttavia incertissimo, perchè egli versava nel pericolo, che da un istante all'altro il Lautrec cambiasse di proposito, e invece di combatter seco lo consegnasse al carnefice.
E a un tal pericolo, se nella nuova sua fiducia, il Palavicino non pensava gran fatto, ci ebbe a pensar poi seriamente un altro che aveva la mente più calma della sua.