Non mai egli s'era trovato in una così terribile condizione. Rifiutare di battersi col Palavicino non fu cosa che neppure gli passò per la mente a tutta prima. Ma che sarebbe avvenuto del fanciullo Armando, se il Palavicino fosse rimasto ucciso? Ma qual valore potevano avere le generose proposte del medesimo, sinchè il fanciullo trovavasi nelle mani del Mandello? Un tal pensiero lo gettò in tale imbarazzo, che per la prima volta si degnò richiedere di consiglio i propri ufficiali che tutti furono d'avviso ch'egli dovesse battersi.
Allora non pronunciò più parola, e lasciato che gli altri facessero i preparativi pel duello, licenziò tutti quanti, e rimase solo. La notte d'intervallo fu per colui una notte d'inferno.
Il dì dopo nella massima sala del palazzo ducale, all'ora terza, era raccolta una gran quantità di persone. Le logge aperte in giro su in alto, a due terzi dello spazio fra il pavimento ed il cornicione, eran tutte gremite di popolo. In mezzo ai soldati, agli ufficiali ed ai baroni francesi, che se ne stavano affollati in giro nella sala medesima, si vedevano mescolati alcuni gentiluomini lombardi. Il Palavicino aveva voluto che al duello non assistessero soltanto i soldati francesi, ma chiese ed ottenne che vi potessero intervenire anche i suoi Milanesi. Chiese ed ottenne che per tutta la città ne fosse propalata la notizia, perchè tutto si decidesse al cospetto delle due nazioni, e al governatore fu giocoforza acconciarvisi per quella ragione imperiosa alla quale, con suo rodimento e rossore, dovea sottostare.
Battè finalmente l'ora quarta all'orologio di San Gottardo, ora da tutti attesa con una trepidazione ed un'ansia tremenda. Un istante dopo entrarono nella sala il Lautrec e il Palavicino. Al loro comparire fu un insorgere strepitoso di voci, cui successe quasi nel medesimo tempo una perfetta calma. Come stessero di dentro tutti i Milanesi convenuti a quello spettacolo…. come si sentissero trasportati di tenerezza, d'entusiasmo verso il loro concittadino… come tremassero del grave suo pericolo, non ignorando nessuno quanto il Lautrec avesse fama d'invincibile, chi ha cuore lo può pensare.
Tutti quelli intanto che trovavansi nella sala, si ristrinsero in giro accosto alle pareti e lasciarono affatto libero il campo.
Ma qual era la condizione d'animo dei due che avevano a battersi? Certamente che più di ogni altra cosa deve tenersi conto di essa, perchè pare che principalmente abbia influito sull'esito di un simil fatto.
Il Lautrec era terribilmente abbattuto. Nel comparire al cospetto di tanti uomini assembrati in quel luogo, si sentì oppresso da una vergogna insolita, pensando che a tutti era noto aver lui dovuto piegarsi all'altrui volere…. una simile vergogna lo sbaldanzì. Non vi è chi ignori quanto la forza morale aiuti la fisica in simili circostanze, e fu per ciò che il Palavicino in questo giorno venne ad esser superiore a sè medesimo sul terreno in faccia al Lautrec. Ardente d'entusiasmo pel suo paese, in pro del quale pensava di offrire sè medesimo, confortato dalla fiducia insolita che aveva in sè, nella fortuna, nella buona causa, in quell'ora egli valeva certamente per due. E quella calma inalterabile della sicurezza gli traspariva dal nobile volto, circostanza che valse a calmare alquanto la trepidazione de' suoi concittadini. Sul volto del Lautrec per lo invece si vedeva a sì chiari segni il turbamento, l'angoscia, l'oppressione, che diede a pensar molto a' suoi.
Dopo qualche po' d'aspettazione le spade cominciarono a toccarsi.
Non è nostra intenzione di tener conto qui di tutti i colpi dati e ricevuti in quel memorabile giorno. Non volendo far altro che render conto di un fatto importantissimo e dell'ultimo suo risultato, diremo soltanto che il combattimento sospeso e ripreso a molti intervalli durò, cosa straordinaria a dirsi, dalle quattr'ore della mattina fino a vespro, quando cioè la luce già cominciava a mancare nella sala.
Più d'una volta, nella ultim'ora del combattimento, con applausi e con grida, a cui la novità del caso e l'ammirazione per tanta bravura aveva eccitato tutti gli spettatori, era stato manifestato il desiderio che i due combattenti ristessero e si finisse così ogni cosa.