—Quello che vi abbiamo promesso sarà fatto; non aspettiamo che il momento opportuno, e lasciate in prima si riesca a qualche buon fine con questo Martin Lutero che non lascia riposare il mio pensiero in nessun'ora del di. Così avessimo potuto toccar l'intento nostro sul Baglione; ma quel vostro milanese non ebbe finora che stupende parole, e Giampaolo non pare destinato a subir la pena de' suoi delitti.
Il Morone non rispose, ma trovatosi poi coll'Elia Corvino, gli riferì le parole di Leone, parlandogli del salvacondotto domandato dal Baglione.
Siccome le nozze tra il Palavicino e la duchessa Elena avevano a succedere tra breve, così il Morone si confidò non poter esser causa di nessun contrattempo, se per avventura la Ginevra fosse rimasta libera di sè; perciò con quelle parole avea creduto di sollecitare l'Elia Corvino a mettere in movimento i suoi congegni, più che per altro, per gratificarsi il pontefice.
E di fatto non furono pronunciate inutilmente, perchè l'Elia da quella notizia tosto fu condotto a fare un disegno, e dal disegno passò subito all'opera.
Un giorno egli si recò a far visita ad un protonotario apostolico col quale era venuto in certa intimità, e trattenutosi a lungo con lui, infine gli domandò se avesse qualche bolla pontificia, o enciclica, o lettera qualunque scritta di proprio pugno del santo padre.
Il protonotario gli rispose che ne aveva infatti, e gliene mostrò alquante.
—Sentite, reverendo, gli disse allora il Corvino, a me bisognerebbe una di queste encicliche per sei o sette ore
—Purchè me la rendiate domani, non ho difficoltà nessuna a darvela.
Così il Corvino si partì coll'enciclica scritta di propria mano di
Leone.
Ridottosi alla propria casa, presa una pergamena cominciò a ridurla press'a poco della grandezza della pergamena pontificia. Si mise quindi a studiare con grande attenzione il carattere di Leone e ad osservarne minutamente la struttura di ciascuna parola; poi prese alcune penne, gli fece il taglio con molta diligenza; finalmente, dopo averle provate e riprovate, stese su d'un piccolo foglietto di carta un abbozzo di scrittura che si provò a ridurre sui frastagli della pergamena che avea tagliata. Fece così qualche replicato esperimento… si alzò stropicciandosi le mani in atto di una certa soddisfazione, poi disse:—Se questo mezzo non vale, sfido il diavolo a trovarne uno migliore!