E sedutosi di nuovo, si mise a far la copia dell'abbozzo di scrittura che avea stesa un momento prima, guardando, mentre copiava, ad ogni parola dell'enciclica e facendo gli opportuni confronti. Com'ebbe finita una tale operazione per la quale gli vollero più di tre ore, tanta fu la lentezza onde pensò di condurla a perfezione, e si fu al punto di fare la firma, ossia di copiare precisamente quella che leggevasi sotto l'enciclica, lasciò cadere la penna e balzò in piedi.
Un forte turbamento lo aveva assalito. Si mise a passeggiare affrettatamente per la camera fermandosi ad ogni tratto in gran pensiero.
—Eppure, diceva, se guardiamo al fine chi può fare adesso un'operazione più meritoria, più benefica, più santa della mia?… Si tratta di trentamila e più persone alle quali per me, sarà concesso di trarre il respiro con più libertà di prima… Si tratta di dare un esempio terribile a tanti scellerati… Si tratta di tornare a vita quella sventuratissima Ginevra Bentivoglio, togliendole d'appresso un uomo così osceno, così atroce, e dal quale, da un momento all'altro, per un semplice sospetto, potrebbe esser fatta morire. Cose di una così grave, di una così vicina importanza dipendono or dunque da me, da uno sgorbio imitato con più o meno di precisione!
E tornava a passeggiare.
—Ma il mezzo è detestabile, esclamò poi, ma è tale che nelle vie della legge, per chi n'è l'autore, son preparate la corda e la galera… e in una tale circostanza, e in tali relazioni, e in tal luogo… la cosa diventa più seria che mai… Se dovessi obbedire a quel turbamento, a quel tremore insolito, da cui sono assalito in questo punto… non dovrei far altro che dare alle fiamme tutte queste carte, e non pensarci più e uscire di qui e prepararmi a sopportare la taccia di scimunito piuttosto che quella di ribaldo…. O uomini ricchi, e indipendenti dall'impero del bisogno, e che, standovi a dondolare non avete che bestemmie per chi si trova in condizioni pari alla mia, venite a vedere a che tormentose lotte ci troviamo costretti quando l'onnipotenza delle circostanze ci stringe alla gola!… Egli è vero bensì, che s'io dicessi al Morone di provvedere al mio mantenimento, giacchè egli stesso m'ha tirato in Roma… forse lo farebbe… Ma è una fatalità la mia che oramai mi pesi più la taccia di scimunito che quella di ribaldo!!
Dopo molto contrasto si decise finalmente, e copiò la firma ch'era sotto l'enciclica con molta precisione.
—Se per salvare trentamila uomini, esclamò poi com'ebbe finito, quasi sarebbe stato lecito sagrificar trenta innocenti, a che si riduce quanto ho io fatto adesso?… Non ci pensiamo dunque più.
Il dì dopo si recò ad una udienza di Leone, gli disse: Aver trovato finalmente il modo infallibile di tirare il Baglione a Roma, e perciò volesse concedergli un mandato presso di lui.
Così, non essendovi stato nessun ostacolo, in quel dì stesso egli partì per la città di Perugia dove arrivò due giorni dopo insieme a due messi apostolici, e di là trasferissi al castello situato sul lago Trasimeno, dove il Baglione soleva passare la maggior parte dell'anno.
Quando Giampaolo seppe esser giunti gli incaricati del pontefice, sperando bene ed essendo impaziente di sapere quel che recavano, se li fece condurre subito innanzi.