I vostri desideri saranno appagati, le disse sottovoce guardandosi intorno.
La Ginevra non rispose a tutta prima e si recò agli usci per sentire se veniva qualcheduno, poi leggiera leggiera e come volando s'accostò all'Elia….
—Raccontategli quel che avete veduto, gli disse. Recategli i miei saluti: ch'ei li consideri, qual faccio io, come quelli d'una sorella ad un fratello, e che sopporti con rassegnazione questa misera vita.
Qui gli occhi le si empierono di lagrime; il Corvino ne fu intenerito oltremisura.
—Farò quello che mi dite, le rispose poi, e forse… Sperate insomma… voi mi state sul cuore…
La Ginevra gli strinse ambedue le mani con una gratitudine, con una compunzione, con un entusiasmo insolito… fu per pronunciare qualche altra parola, ma non potè… che la passione la rendeva muta.
Ma improvvisamente, udito un rumore, fu costretta a lasciarlo e fuggì e si ricondusse nella propria stanza. Un pianto dirotto le alleggerì l'animo esuberantemente oppresso.
L'Elia Corvino non potè mai più dimenticarsi di un simile momento. E non è a dire qual compiacenza egli avrebbe provato in sè stesso pensando, che il dì dopo Giampaolo Baglione avrebbe viaggiato a Roma per non tornare indietro mai più! se non ci fosse stato l'intrigo del matrimonio di Manfredo colla duchessa Elena, signora di Rimini!!
Nel giorno successivo, il magnifico signore di Perugia, accompagnato da un seguito non molto numeroso, dai due messi del papa, e dall'Elia Corvino, si mise in viaggio per Roma dove arrivò in sul finire di dicembre, in que' giorni medesimi che il Palavicino viaggiava per recarsi a Milano e per cadere nelle insidie del Lautrec. Combinazione singolare di avvenimenti, pe' quali pareva che una mano invisibile disponesse quelle lontane fila a farle poi convergere ad un punto!
Essendo stati spediti innanzi corrieri ad annunziare la venuta del Baglione, il papa pensò bene di trovarsi in castel Sant' Angelo intorno all'ora che colui sarebbe entrato in Roma.