—E la sentenza?
—È data e sottoscritta, e non c'è altro a fare.
—Dunque.
Il soldato non aveva finito di pronunciar questa parola, che dall'estremo fondo del corritojo, come se venisse di dietro a molte imposte rabbattute, tornò a farsi sentire una voce profonda e rantolosa, e gemebonda talvolta… In sul principio si udiva un suono senza parole, ma grado grado la voce si venne alzando sempre più, fino al punto che attraversando lo spessore delle imposte rivestite di ferro, ridestò gli echi delle vôlte, ed orribili parole risuonarono in quel luogo.
—Ah… ci sei… ti ho afferrato!… diceva quella voce. Calerai con me al fondo!… Guarda che negri fiotti!… No… non è acqua… è sangue… sangue… sangue! È il lago d'averno questo…. giù, giù… giù con me… traditore infame… giù boja! Vedi?… là… là è fuoco!… Senti?… qui… il sangue ribolle… arde!… Ahi, ahi, ahi!!! La carne abbrustolita mi si stacca dalle ossa!… Ahi!… tormento, tormento, tormento!!… E tu?… che fai tu?… ah, sta qui… non sfuggirmi traditore infame!… Questo è fiotto… è sangue… è fuoco!… Affoga, tristo… cala giù, giù, giù… ardi… ardi con me, boja infame! Ahi!… no… vedi tu?… no?… quello è sangue… è fuoco!… No, è il demonio… il demonio… Ahi, ahi!!… m'ha percosso coll'ali!… Vedi tu?… son l'ali che sommovono i fiotti… Oh guarda… son rosse… son sangue… son fuoco!… Ma e tu? tu traditore infame, tu boia… cala giù con me… giù, giù!… Ah! ora t'ho pel collo… Qui, demonio, stringi qui… percuotilo coll'ala di pipistrello… giù, giù, giù… percuotilo, o demonio, demonio… demonio!!!…
Alle guardie si rizzavano i capelli di sotto alla celata. L'ora tarda, il luogo tetro e remoto, la scarsa luce, e tali orrendi voci li empivano di sgomento e di stranissime ubbie…
Ma le voci continuavano…
—Cala giù con me boja… giù, giù! Qui, demonio, stringilo qui… demonio, demonio!… Ahi… le mie carni… ahi, ahi!…
Questi ululati continuavano da un'ora senz'interruzione… Le guardie non facevan passo, nè l'una osava staccarsi un momento dall'altra… quando, di mezzo ai gridi, odono rumori di voci e di passi che salivan le scale conducenti in quel luogo. Dopo qualche istante infatti vedono affacciarsi dal pianerottolo tre uomini… Il primo aveva il lampione nelle mani, il secondo portava un grosso involto sotto il braccio, il terzo era un frate della Misericordia… Salgono lenti e taciti… percorrono il lungo corritojo… l'uomo che aveva il lampione apre la porta di prospetto… che tosto si chiude… poi un'altra, poi un'altra… Le guardie sentirono confuso alle grida incessanti il rimbombo che le imposte ferrate facevano nel richiudersi,.. Scorse brevissimo tempo… poco di poi le grida s'alzarono più furibonde… ma fu l'istante di un secondo,… e di colpo cessarono. Vi fu un silenzio profondo di pochi minuti… ma subito le tre porte s'udirono riaprirsi e rimbombare rinchiudendosi… i tre uomini ricomparirono all'uscio di prospetto, che fu chiuso… silenziosi attraversarono il corritojo… silenziosi passarono innanzi alle guardie e ridiscesero. Tutto il rimanente della notte fu immerso nella più profonda quiete.
—Che pensi? disse finalmente una delle guardie all'altra, di cui udiva il respiro.