—Cinque anni sono trascorsi, disse poi, cinque interi interminabili anni, o Ginevra! Fu davvero l'eternità che non si misura e che spaventa; parlo di me… di voi… non so.
Ella non rispose.
—Chi lo avrebbe detto a voi, continuava il Palavicino, chi lo avrebbe persuaso a me… la giustizia prevenne la vecchiaia… e fu più inesorabile del tempo.
—Il silenzio ricopra quel ch'è passato, rispose la Ginevra; troppo sventure s'accumularono sulle nostre teste, troppo insopportabili patimenti minacciarono da vicino le nostre esistenze…. Da quest'ora in poi, ogni mio sforzo sarà di scordare il passato; fate lo stesso anche voi.
Manfredo non aggiunse altro, e tornò a concentrarsi…. Nei modi della Ginevra, in mezzo alla stessa dignità onde gli avea data quella risposta, vide qualche cosa che lo spaventò. S'accorse che colle proprie parole aveva sollevate di troppo le speranze di lei, e ne fu atterrito.
Cercando allora un'occupazione qualunque per torsi al doloroso imbarazzo, si pose a sedere innanzi ad un gran camino, come per attizzarvi il fuoco che v'era spento…. Non s'accorgeva che con quell'atto di eccessiva dimestichezza, accresceva invece di scemar valore alle parole già pronunciate.
L'atto era semplicissimo, ma non è a dire quanti pensieri suscitasse nella mente e nel cuore della Ginevra. Fu una cara illusione, per la quale ella stimò già compiuto quanto avea desiderato, e si figurò fosse quello il suo perpetuo soggiorno di sposa. Senza far moto stava osservando la persona di Manfredo e si deliziava in contemplarlo…. Il cuore le s'espandeva di più in più… una gioja insolita l'innondava! Ma in proporzione che gli affetti di lei s'ergevano in un gaudio ineffabile, Manfredo sempre più si sprofondava nell'abbattimento.
—Oh quante sventure! esclamò poi con un sospiro gravissimo. Egli è vero, o Ginevra: patimenti insopportabili minacciarono ben da vicino le nostre esistenze.
Qui tornava ad alzarsi, ed accostandosi alla Ginevra:
—Se questo momento si potesse perpetuare! esclamava come parlando fra sè. Se questa stanza ne si chiudesse per sempre, se a noi mai più non fosse concesso di uscire nel tristo mondo… nè a nessuno di penetrar qui!