—Non v'è nulla di più necessario che il farti vedere dalla duchessa in questo momento. Tutto il resto, crollasse anche il mondo, mi comprendi tu? crollasse anche il mondo, diventa un nulla in faccia agli obblighi da te assunti con lei. Persuasa dalle parole mie, iscusò la tua assenza… ma se questa si prolungasse di più, guai; non v'è dunque da por tempo in mezzo. Andiamo.
—Ebbene, uscì allora il Palavicino coll'impeto della disperazione, sappiate che ora io vengo dall'aver parlato alla Ginevra, e….
—Lo so, rispose il Morone.
—Lo sapete?
—Si, ma io non ci trovo nulla di straordinario. Tu la conoscevi, dunque hai fatto assai bene a farle una visita.
—Ma….
—E credo anzi che tu le avrai parlato di questo matrimonio, e del quanto, per esso, tu ti metta nella posizione di giovare al tuo paese…. Ed ella necessariamente deve essersi congratulata con te… Io la conosco assai bene… e se tu le hai parlalo da senno, come ne son sicuro, ella ti deve indubitatamente aver compreso…
Le parole del Morone erano queste; la freddezza onde le pronunciava era tale da mettere chicchessia alla disperazione, ma di dentro era anch'esso tutt'altro che tranquillo.
—Andiamo dunque, disse finalmente afferrando il braccio del
Palavicino e traendoselo dietro a sè.
—Se ho da venire, ascoltatemi dunque.