—Sarei venuto anche prima se si fosse trattato di semplici complimenti; ma avevo cose importanti da confidarvi, e bisognava pure che prima io dessi fine a parecchie faccende. Ora son qui perchè tutto pare determinato.

—Sedete dunque; io sto ad ascoltarvi.

Il Morone si assise. La Ginevra gli sedette in faccia in grande aspettazione.

—Oggi, è venuto da voi il marchese Palavicino?

—È venuto in fatti, rispose la Ginevra arrossendo.

—Era più che naturale; ma ora vi farò una domanda: Sapete voi per qual cagione sia oggi venuto il marchese da voi?

—Se non è quella che, trovandosi in Roma, era ben ragionevole venisse a farmi una visita, come ci venite voi, io non ne saprei trovare verun'altra.

—Benissimo detto; pure questa non era nè la prima nè l'unica cagione.

La Ginevra facevasi attenta.

—Permettetemi ora che vi faccia un'altra domanda, continuava il Morone. Sapete voi chi si è maneggiato in tutto questo tempo, affinchè il Baglione fosse tratto a Roma, e a voi si desse finalmente il modo di respirare da tanta oppressione?