—S'è fatto sposo stanotte.—S'io fossi ne' suoi panni, mi comporterei con molto maggior senno, e penso che la signora di Rimini merita le occhiate di un galantuomo ben più che le pietre di un palazzo.
—La signora di Rimini, hai detto tu, va benissimo…. ma lì ci starebbe la signora dì Perugia….
—Oh che cosa vorresti mai dire? sei pazzo?
—Meno di colui però.
—Se il tuo pensiero avesse còlto, non sarebbe poi tanto pazzo….
Meglio due che una, caro mio.
—E non si muove ancora, guarda.
—Poniamoci qui dietro all'atrio. Io vo' pur vedere com'ella vorrà finire, e che sia per fare costui.
Dopo qualche momento, per una semplice combinazione, sui vetri del finestrone di mezzo si proiettò un'ombra, i cui contorni segnavano una figura di donna.
—Guarda.
—Che cosa?