—Ora io penso, disse, che tu non debba aspettar altro, e tosto ti metta all'opera. Qui c'è qualche migliajo di soldati che dipendono da te. Francesco Sforza in Germania ha pure messo insieme della gente che bensì dipende da lui, ma alla quale per adesso non gli è concesso di comandare in persona. Io vi esorto dunque, quanti siete qui, a metter fuori il vostro parere sulla questione ch'io propongo, ed è questa: Se al Palavicino convenga recarsi in Germania, accostarsi a Francesco, farsi capo della sua gente, con quella calar giù di queto per impadronirsi di quella città del ducato di Milano che più dell'altre porga qualche facilità di riuscita; o piuttosto uscire adesso di Reggio colle forze che abbiamo e coll'altre che sì potranno in breve mettere insieme, e intanto che monsignore di Lescuns non è preparato, assalirlo. Comincierò dunque dal metter fuori il mio parere, ed è che il Palavicino s'attenga al primo partito. Dite ora voi, messer Francesco, s'esso vi paja il migliore.
—In Germania necessariamente vi debbon essere maggiori forze e meno ostacoli, rispose il Guicciardini; d'altra parte, per quella via, le prime mosse non potrebbero essere esplorate. Qui invece le notizie precederebbero l'azione. Non ci può dunque esser dubbio.
—La sentenza del nostro governatore, soggiunse allora il Morone, potrebbe bastare senza più altro. Pure se v'è taluno qui che abbia altro pensiero, si faccia sentire.
A queste parole successe nell'adunanza un lungo silenzio e nessuno si alzò per parlare.
—Un tal silenzio mi avvisa che voi tutti portate un'opinione medesima intorno al punto da cui il Palavicino ha da partire. Il disegno è dunque fatto, non ci resta a far altro che colorirlo. Ma anche qui ci potrebb'essere disparità di pareri, ed è necessario sentir tutti perchè il consiglio migliore sarà seguito. Parla dunque tu pel primo in proposito, marchese Palavicino, che n'hai il diritto.
Dopo lunga pausa, durante la quale tutti gli sguardi erano rivolti in lui:
—Se il punto di partenza è la Germania, disse Manfredo, la prima cosa a cui si devo pensare è la via per cui di là si ha a calare in Italia. Queste, per non parlare delle altre che essendo frequentate non sono favorevoli al nostro segreto, possono esser due, o pel Tirolo o per la Svizzera; ma ciò dipende troppo dalle momentanee circostanze perchè si abbia a stabilire adesso quali delle due esser debba. Bensì si può stabilire il cammino da farsi, varcate che sian l'Alpi, e la città lombarda, su cui, venendo da quella parte, si possono fare i primi tentativi, e qui mi pare tutto si disponga da sè. Sia che si venga dalla Svizzera o dal Tirolo, sarebbe dunque mio pensiero prendere pel Lago di Como e volgere le nostre mire a questa città. Ho detto.
—E benissimo avete detto, prese allora la parola un mercante lombardo, ma non so se sappiate quanto sia arduo il varco delle Alpi tanto a chi viene dalla Svizzera come dal Tirolo, e che in questi luoghi se non sì trovano ostacoli d'uomini, si trova quello della natura selvaggia e deserta. Tuttavia state di buon animo che più d'una volta ho fatte queste vie, e se mai non ho cavato grand'utile da que' disastrosi viaggi, credo d'averlo a cavare adesso, e sia lodato Iddio.
—Quand'è così tu sarai compagno a Manfredo, gli disse il Morone. Intanto se v'è qui chi abbia qualche buon pensiero lo invito a metterlo fuori.
—L'altro mio pensiero è questo, riprese allora la parola il Palavicino. Siccome io debbo recarmi solo per adesso in Tirolo e tutti gli uomini d'armi che ho messi insieme in Rimini ho a lasciarli qui, così penserei d'affidare costoro al conte Mandello, il quale, come gliene verrà avviso, dovrà (non faccio che metter fuori un pensiero) recarsi a chiudersi con essi nel castello di Marsiglio Figino, il quale so che sta con noi di buonissima voglia. La posizione del castello, non essendo lontano all'Adda e fuori d'occhio affatto, non può esser migliore. Chiuso in esso con questa brava gente che tengo al soldo, e che molto bene è addestrata, tu devi aspettar ch'io dalla Svizzera o dal Tirolo mi sia già messo sul lago… Allora esci dal castello, rimonti l'Adda, e su su pel ramo di Lecco vieni alla mia volta; qui ci congiungiamo. Il resto non v'è chi nol veda.