Pianse finch'ella rimase più presso allo stato di morte che di vita, ma, cosa stranissima a dirsi, quando Elena diede segno di riaversi, parve gli s'inaridisse improvvisamente la fonte delle lagrime, e vergognandosi potesse ella mai accorgersi della condizione dell'animo suo, la mise a giacere, ed aspettando ricuperasse gli spiriti, si staccò da lei.
Taceva ancora tutto d'intorno, e il Lautrec colle braccia intrecciate al petto se ne stava immobile in mezzo alla stanza, le spalle rivolte alla duchessa, quando un secondo suo grido, ma assai più debole del primo, l'avvisò ch'era tornata in vita, e si volse.
La signora, quando si fu desta, alzossi, e movendo in giro lo sguardo, e vedendo il Lautrec immobile, si ritrasse nella camera vicina, ch'era quella da letto, per tentare di chiudervisi in fretta; ma il Lautrec, voltosi a quel movimento, la seguì, e fu davvero il peggio per la sciagurata Elena. Dalla parete in faccia all'alcova del letto pendeva il ritratto del Palavicino, fattogli a Roma da Giulio Romano. Gli occhi del Lautrec corsero a quell'immagine, e fu un funesto accidente che, inariditagli ogni pietà, non gli lasciò che furore nel sangue.
La sciagurata Elena se n'accorse, e vedendo che il Lautrec di colpo s'era fermato innanzi a quel ritratto:
—Ahi, disse con voce tremante e con un accento particolarissimo, io sono perduta! E si mise le mani alle tempia, indizio di gran disperazione.
—Sì, perduta, irremissibilmente perduta! rispose volgendosi il Lautrec alle parole di lei. E per qual altro fine credevate voi che io fossi venuto a far qui, e abbia fatto appiccar fuoco alla città, e gettato lo spavento in sì gran numero di uomini? Per uccidervi; pensate poi se in faccia a questo (e additava il ritratto), io possa mai desistere da tal proposito; preparatevi dunque a morire.
La duchessa, che stava per interrompere il Lautrec, si fermò a quest'ultima parola…. e se ne stette così immobile tendendo lo sguardo senza fissarlo in nessun luogo, e premendo con tremito convulso le mani intrecciate sul petto.
Il Lautrec la prese la seconda volta pel braccio.
Talora l'eccesso dello spavento in animo naturalmente altero genera il coraggio; però al tocco di quella mano ella gli alzò in volto que' suoi grand'occhi con un'espressione che non si potrebbe descrivere.
—Quando pure, come voi, tutta io fossi vestita di ferro, e avessi l'arme accanto, sareste tuttavia ben vile ad assalir me così sola.