Il Lautrec sorrise, ma di quelli amari sorrisi che gelano il sangue.

—Quel ch'io mi sia non lo so, disse poi; ma da così lungo tempo, e con sì tenace persistenza io mi struggo di consumare su te una vendetta pari all'offesa, che se tutto il mondo insorgesse poi a caricarmi d'obbrobrio e a chiamarmi il più vile degli uomini, mi riderei di lui, come adesso mi rido di te; però non isprecare il fiato.

Ciò dicendo, di tanta forza la veniva stringendo colla mano di ferro, ch'ella non potendo sopportare il dolor fisico, gridò. Un sudor freddo le grondava dalla fronte. Era veramente un istante orribile.

La sciagurata richiamandosi, in mezzo al disordine stesso della mente, le ingrate memorie, e vedendosi ricomparire innanzi la truce larva del primo marito per lei assassinato, tanto più si sgomentava, ma pure le parea fosse lo strazio presente di lunga mano superiore alla colpa. Ed era in vero un accidente degnissimo di tutto il compianto che tanta bellezza e insieme tante doti di mente e di cuore, e così abbaglianti prestigi, bastevoli a dar gloria e felicità non che ad una, a dieci vite, per lei siano state invece l'occasione prima di farla cadere in tanto abisso di peccato e di sciagura. Ma ebbe difetto di una virtù che le altre avrebbe equilibrate, ed eccesso di vitalità e d'ardore che mal suo grado la travolse.

Dopo l'ultimo grido della sventurata Elena, salì dal cortile del palazzo un rumore che fu udito tanto dal Lautrec che da lei.

Mille partiti passarono in mente all'infelice e insieme una speranza, ma fu una cosa istantanea, considerando che quel rumore e il sopraggiungere delle sue donne o d'altri avrebbe accelerato l'istante estremo. Parve infatti che il Lautrec si determinasse, ond'ella con tutta la forza che le potea dare lo spavento cercò strapparsi da lui, e uscita così dalla camera da letto, tornò nella vicina. Aveva compreso che il ritratto di Manfredo pendente dalla parete più che ogni altra cosa erale funesto…. Il Lautrec non l'abbandonò…. In quel punto, di dietro alle sei porte, s'udì distintissimo il suono di molti passi.

Il Lautrec si percosse la buffa col pugno… non gli rimaneva un istante di più, ed era tuttavia nel massimo della perplessità e del contrasto.

La sventurata Elena, più non sapendo allora a che appigliarsi, alzatasi quanto più poteva ed accostata la bocca all'orecchio del Lautrec, quasi paventasse d'essere udita da qualcheduno.

—Ah Odetto, disse con accento cupo e guturale, e il nostro figlio!?

Più volte prima ell'era stata in procinto di ricordargli, al fine di placarlo, quella creatura per la quale, insieme a sì vivo amore, provava tanta vergogna; ma il rossore glielo aveva impedito e non ci volle meno dell'ultimo pericolo per costringerla.