Ciò per altro non fu senz'effetto.
Nel tentare d'alzarsi per parlare all'orecchio di lui, avea dovuto abbracciare la sua armatura e lasciarsegli andare addosso. Ora un tal atto, che richiamò ad Odetto l'epoca più felice della sua vita e lo illuse al punto da trasportarlo a quel tempo, e l'accento straziante onde gli fu ricordato il figliuolo, fu di una efficacia strana.
—Oh Elena! proruppe Odetto allora e con impeto. La sua voce aveva il suono del gemito ferino, ma pure blandiente.
La duchessa fu scossa dal modo onde il Lautrec pronunciò il di lei nome, e s'egli non avesse avuto il volto coperto si sarebbe assai confortata vedendolo; ma continuava il Lautrec:
—Se ti spaventa di dover morire, parla.
Il rumore nelle anticamere intanto si faceva sempre più forte, parve anzi che da taluno fosse pronunciato il nome della duchessa.
—Se t'è di spavento, parla, che il tempo ci sfugge. Parla ed esci con me fra questa gente; esci per seguirmi fino all'ultima Francia. Là, nella mia terra, lontano dal mondo, dimenticherò…. Di ciò solo io mi contento…. Giunga a notizia di colui…. che tu sei venuta con me, che Odetto e il fanciullo Armando, il tuo, il mio fanciullo, ti stavano ben più sul cuore che lui colla sua giovanile ma fiacca bellezza. Esci e sia tutto dimenticato…. Nessuno di costoro, di cui udiamo il tumulto, vorrà impedire i tuoi passi, purchè tu il voglia….
Elena non rispondeva, ma, per estremo di sventura, sul volto di lei, senza ch'ella il volesse, apparvero i segni del rifiuto e dello spregio….
Tacque Odetto di colpo….
Dietro alle porte chiuse, più voci chiamarono altamente e con insistenza la signora. Questa gridò per rispondere, e fu un grido da metter tutti in allarme.