—La finestra aperta n'è prova. Certo sono usciti per di qui.

—Venti braccia d'altezza…

Più d'uno allora guardò fuori della finestra.

—Ecco qui… nella vite e la brignonia attortigliata ai capitelli si trovò la scala, e son fuggiti pel parco.

Si tacque ancora. Le donne, circondato il letto della sventurata signora, stavano aspettando venisse il vescovo di Rimini e il medico che in tutta fretta eransi mandato a cercare. Di tanto in tanto chiamavano Elena per nome, e la coprivano di pianto e di baci. Parve che si venisse riavendo. Finalmente dischiuse qualche poco gli occhi, e fu un grido delle donne, un grido di gioia. Quanti erano nella stanza corsero al letto.

—Signora, parlate, che fu, chi è venuto qui?…

La duchessa non rispose, tornò a chiuder gli occhi con un mover lento del capo, e mandò un grave sospiro.

Si rimise il silenzio.

—Tu dicevi, parlavan sommesso soldati e servi; tu dicevi non poter essere che qualche assassino della campagna di Roma, o dell'Abruzzo, o della Marca d'Ancona. Ma guarda qui cinti e monili che soli basterebbero a far la ricchezza di molti, lasciati qui senza che nessuno ci abbia badato più che tanto…

—È vero.