—Non v'è segno nessuno di violenza, disse allora il medico, comprendendo appieno le parole del marchese. Parrebbe che naturalmente ella sia stata assalita da repentino malore.
—Ma e che dunque mi fu raccontato per via?…
—Che qualche scellerato sia entrato da lei, è certissimo. Tutti costoro almeno lo attestano.
—Ma e cosa facevano costoro? proruppe allora Manfredo.
—D'ordine della signora, eran tutti usciti per recare qualche soccorso quando l'incendio minacciava d'investire la città.
—Oh è orribile!… orribile!… ripeteva Manfredo, poi chiamati intorno a sè quanti servi trovavansi negli appartamenti:
—Raccontatemi, disse loro con un accento calmo ma grave di angoscia, raccontatemi tutto ciò che sapete… tutto, e non omettete parola.
I servi con gran disordine, ma anche con molta efficacia di espressioni, dissero ciò che sapevano e che avevano udito. Quando si venne all'ultimo punto, egli non potè più trattenersi, e:
—Parlasse ella almeno! proruppe.
Così dicendo, accompagnato dal medico entrò nella stanza della sventurata Elena.