Ella non dava oramai più nessun segno di vita, l'agonia era incominciata. Il venerando prelato le stava d'accanto immobile.
Manfredo la guardò, la chiamò per nome, e veduto ch'era indarno, si concentrò in sè stesso e stette pensoso molto tempo.
Dopo, recatosi al finestrone ch'era stato chiuso, ne sferrò le vetriere, lo aprì e guardò fuori. Parve che anch'egli ne misurasse l'altezza.
—Per quanto lavori col pensiero, non so trovare nessun filo, esclamò poi a voce bassa rivolto al medico; però di là non può esser fuggito che un uomo solo. E non poteva essere un assassino volgare. Oh parlasse questa infelice!
Il medico gli disse allora che al vescovo ella aveva di certo parlato e che esso doveva saper qualche cosa: però si provasse a interrogarlo. Manfredo lo tentò.
—Le preghiere dei morti van rispettate! fu l'unica risposta che gli diede il vescovo facendo un nuovo segno di croce sul volto della duchessa.
L'agonia della infelice durò due giorni e due notti. Il sacerdote non l'abbandonò mai; il medico praticò tutti gli argomenti per vedere di conoscere la causa che sì repentinamente l'avea tratta a quel termine, senza che ci fossero indizi manifesti di una grave lesione, ma sempre dovette fermarsi alle congetture.
In quanto a Manfredo, continuò esso pure a tentare discoprir qualche filo, e venutogli il sospetto fosse mai stato il Lautrec medesimo l'uccisore della sua donna, non omise nessun mezzo che potesse condurlo a verificare un tal fatto…. Ma desiderando una cosa, un'altra ne scoprì…. Verso le ultime ore dell'ultima notte…. cercando non so che oggetti in uno stipo d'argento, gli venne veduto un piccol ritratto…. messovi lo sguardo…. la prima sensazione fu quella di un grave turbamento…. Gli parve d'aver già veduto quel volto infantile, ma non sapeva ridurselo a memoria…. pure insistendo, si ricordò del fanciullo Armando, il figlio del Lautrec, che a suo agio aveva potuto guardare a Reggio, e che anche allora avea fermata la sua attenzione. Egli non sapeva nulla del misterioso fatto…. ma fu colpito quando, osservando meglio, in quelle linee di fanciullo gli sembrò vedere il volto istesso di Elena. Si ricordò del passato…. comprese tutto…. gli cadde il ritratto di mano.
Tre giorni dopo partiva di Rimini. La duchessa Elena era già discesa nella fossa, e la notizia ne corse per tutta Italia…. Il mistero che aveva circondato la sua vita circondò pure la sua morte, e dovunque si continuò per gran tempo a domandare come fosse avvenuta. Il vescovo di Rimini fu però sollecito di far diffondere la voce che la duchessa Elena era morta naturalmente.