Ben rare volte due uomini sentirono, come costoro l'uno per l'altro un attaccamento così vivo e così forte.

—Certo non più di sei mesi, tornò a replicare Manfredo, e di Francesi non rimarrà più traccia in Lombardia. Domani mi farai vedere la tua gente.

—Spero che ne rimarrai soddisfatto, e ti so dire che dal primo all'ultimo cavallo, dal primo all'ultimo fante son tutti uomini da valer dieci per ciascuno. Però se anche i tuoi son di tal razza possiam dire d'avere un esercito a' nostri ordini.

—Nella gente che ho raccozzata da varie parti d'Italia, ho messo un milanese per ogni dieci, e de' più ardenti patriotti, perchè possa col suo entusiasmo raddoppiar la forza a ciascuno. Così fosse possibile fare il medesimo anche co' tuoi, che tutti i colpi sarebbero infallibili allora.

—Lombardi ve ne sono in Augusta più di parecchi, ve ne sono in Fiandra, ve ne sono in più città lungo il Reno, e so benissimo che oramai stanno tutti per me.

—Allora sarebbe ottimo cercare di congiungerli tutti quanti.

—E il modo?

—A te non conviene chiamarli, ci penserò io por questo; una cinquantina ch'io ne possa raccogliere è più che sufficiente. Quei che dimorano in Augusta ci sono intanto. Bisognerà dunque andare in traccia degli altri, e sta tranquillo che saprem navigare il Reno e la Mosa. Io prenderò per una parte, l'amico che ho meco prenderà per l'altra… così in breve ci spacciamo…. e dopo…. Tutto il piano che ho abbozzato su quel che mi rimane a fare, te lo mostrerò punto per punto, e confido che i tuoi consigli lo faranno perfetto.

Qui fece un po' di pausa, poi disse:

—Ora che abbiam parlato di quello che più importami, dell'unica cosa che mi dovrebbe occupare, mi farò lecito parlarti di quanto riguarda me solo. So che la Ginevra è in Augusta.