—La sua casa è qui in fatto; ma da un venti dì se n'è andata a
Monaco.

—A Monaco?

—E mi pare d'aver compreso benissimo perch'ella abbia voluto partirsi, come non comprendo affatto, che tu mi abbia a domandare di lei, tu, marito della signora di Rimini.

—L'avresti compreso, se una strana notizia avesse potuto giunger qui prima di me. Sappi dunque che son vedovo.

—Vedovo?

—Sì, la duchessa è morta; fu un grave avvenimento.

—Ma raccontami com'è il fatto in breve. Io son pieno di maraviglia.

Il Palavicino raccontò al duca tutto ciò che noi sappiamo. Lo stupore dello Sforza andava crescendo ad ogni parola di Manfredo, ma come questi ebbe finito:

—Convien dire, proruppe, che la fortuna t'ha voluto battere per ogni verso, e mai non t'ha lasciato tranquillo un'ora.

—Egli è così in fatto; e t'assicuro che mi è voluto del buono a riavermi anche da questa percossa… tanto più che…. io ebbi dei torti con quella sciaguratissima donna, ed ora sento il rimorso di averle amareggiato, benchè senza volerlo, i giorni che precedettero la sua misera fine. Ma le lagrime, ma la memoria di questa…. di questa cara Ginevra, fecero dileguare ogni amore che prima pur seppi portare alla duchessa, la quale si mise in sospetto, e da che visse con me non ebbe più pace.